Recensione Warcraft – L’Inizio

In Cinema, Recensioni brevi, Tomàs Avila by Tomas AvilaLeave a Comment

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Regia: Duncan Jones.
Soggetto: Chris Metzen.
Sceneggiatura: Duncan Jones, Charles Leavitt.
Musiche: Ramin Djawadi.
Direttore della fotografia: Simon Duggan.
Produttore: Nicholas S. Carpenter, Stuart Fenegan, Alex Gartner, Jon Jashni, Chris Metzen, Michael Morhaime, Brent O’Connor, Charles Roven, Rebecca Steel Roven, Paul W. Sams, Jillian Share, Thomas Tull.
Anno: 2016.
Durata:123′.
Paese: Usa, Cina.
Interpreti e personaggi: Travis Fimmel (Anduin Lother), Paula Patton (Garona), Ben Foster (Medivh), Dominic Cooper (Llane Wrynn), Toby Kebbell (Durotan), Ben Schnetzer (Khadgar).

 

È finalmente arrivato nelle sale di tutto il mondo “Warcraft- l’inizio”, la trasposizione cinematografica di una delle warcraftpiù celebri saghe videoludiche di sempre. È dal 2006, quando la Legendary Pictures[1] acquistò i diritti per l’adattamento cinematografico di “Warcraft”, che si attende questa pellicola. Sono state varie le complicazioni e diversi i registi pensati per il film, trai quali Sam Raimi che però si ritirò nel 2012. Alla fine la scelta è ricaduta sul promettente Duncan Jones, autore di due strepitosi film di fantascienza come “Moon”[2] (qui la nostra recensione) e “Source Code”[3] e, per chi non lo sapesse, figlio di David Bowie.

A quanto pare la storia riprende quella di “Warcraft: Orcs & Humans”[4] del 1994, il primo capitolo della saga.
Il regno di Azeroth vive in pace da anni, sotto il governo benevolo dell’umano Re Llane e di sua moglie – sorella del più fido guerriero del re, Lothar – e sotto la protezione del concilio del Kirin Tor e di Medivh, Guardiano del regno e suo mago più potente. Ora, però, Azeroth è pericolosamente minacciato dall’invasione, attraverso un oscuro portale, degli orchi di Draenor, brutali creature nate per combattere e comandate dal crudele sciamano Gul’dan. Tra loro, solo Durotan, amato e rispettato leader del Clan dei Lupi Bianchi, è disposto a mettersi contro il tiranno per porre fine al suo delirio di distruzione. Ad ogni costo. Anche se per warcraftfarlo dovrà cercare l’alleanza degli uomini. (Da Mymovies)

L’attesa era molta, specialmente da parte dei fan del videogioco ma anche da parte degli amanti del fantasy. “Warcraft- l’inizio” prometteva di essere uno dei più grandi film fantasy degli ultimi anni, dopo gli ultimi due infelici capitoli della saga di “Lo Hobbit”[5]. Purtroppo così non è stato.

La trama è molto semplice e sicuramente non originale, fin dall’inizio si può capire che fine faranno i vari personaggi e i pochi colpi di scena sono troppo prevedibili, ma questo di per se non è un problema. Anzi, lo scontro tra gli orchi e gli umani offre anche degli spunti interessanti, che sono tra le poche cose accettabili. È interessante il fatto che non ci sia una netta demarcazione tra bene e male. Certo, ci sono personaggi solo positivi o solo negativi, ma questi sono presenti in entrambe le fazioni. Gli orchi hanno le loro ragioni e gli umani non sempre fanno la cosa giusta. Questo sicuramente è lodevole e permette di approfondire (un minimo) le psicologie dei personaggi. Se la cosa fosse stata approfondita a dovere avrebbe potuto offrire spunti di riflessione molto interessanti e attuali.

Ciò che non convince affatto però è tutto il resto. Dalla regia al montaggio, passando per gli effetti digitali.
warcraftIniziamo dagli effetti: per quanto non sia di mio gradimento il design dei personaggi (un po’ troppo da videogioco), si tratta di una scelta accettabile. Ormai, come si è visto con “Lo Hobbit”, si tende a usare a dismisura la computer grafica a dispetto degli effetti pratici. Questo dal mio punto di vista è veramente triste e fa rimpiangere film come “Il signore degli anelli”[6]. Tuttavia, rivolgendosi più che altro ai fan del videogioco, è comprensibile che si sia cercato di creare un’estetica molto vicina a quella videoludica.
Gli effetti digitali sono anche efficaci (a parte in alcuni casi in cui non convincono affatto) ma quello che non funziona per nulla è l’integrazione degli attori reali con la computer grafica. Le due cose non sembrano fondersi assieme ma rimangono invece separate, creando un effetto piuttosto fastidioso.

Non convince poi la regia di Duncan Jones. Alcune scene sono rese piuttosto bene ma nel complesso non spicca il talento che il regista aveva dimostrato di avere, probabilmente perché non si tratta di un genere a lui familiare o forse perché in fondo non gli interessava più di tanto del progetto. Anche molti degli stacchi di montaggio lasciano a desiderare e non sono per niente armonici.
Un altro grande problema è la sceneggiatura. Lasciando perdere dei dialoghi che a volte rasentano il ridicolo e il fatto che ogni situazione sia resa nel modo più banale possibile, ciò che maggiormente pesa è il ritmo del film. warcraftTutta la prima parte scorre lentamente, con tanti dialoghi e poca azione ma la cosa è accettabile perché sembra introdurre una seconda parte molto più movimentata. In realtà la seconda metà si rivela ancora più noiosa della
prima e i pochi combattimenti che ci sono non riescono ad essere spettacolari, non dico come quelli del “Signore degli anelli” ma neanche come quelli de “Lo Hobbit”.
Tutte queste cose portano a un drammatico esito: la mancanza più totale di epicità che, in una pellicola di questo tipo, è il peggiore dei difetti.

Insomma, il film (se vi piace alla follia il genere fantasy) si può anche vedere ma è sicuramente una grande occasione mancata e una brusca caduta da parte di Duncan Jones.
Sono due le cose che più fanno arrabbiare. In primo luogo il fatto che, con grande probabilità, ci toccherà vedere molti altri capitoli di questa trasposizione cinematografica assolutamente non necessaria e realizzata con la palese intenzione di incassare il più possibile, puntando sullo zoccolo duro dei fan del videogioco. E ancora una volta ripeto che viene molta tristezza se si pensa che appena quindici anni fa il fantasy di punta era “Il signore degli anelli”.
warcraftMa la cosa che deprime ancora di più è il fatto che un regista come Duncan Jones abbia ritardato un progetto interessantissimo e personale per dedicarsi a questo blockbuster. Sto parlando di “Mute”[7] che sarebbe dovuto essere una sorta di sequel di “Moon”. Si spera almeno che i soldi guadagnati da Jones con questo film gli permettano di dedicarsi ai film che realmente vuole fare. E si spera soprattutto che non rimanga intrappolato nella macchina produttiva di questi grandi blockbuster. Se mai ci sarà un sequel di “Warcraft”, si auspica che non sia Jones a dirigerlo.

 

Scritto da: Tomàs Avila.

 

Note:

[1] Link IMDB della casa di produzione: http://www.imdb.com/company/co0159111/?ref_=fn_al_co_1 .

[2] Link IMDb del film: http://www.imdb.com/title/tt1182345/?ref_=nv_sr_1 .

[3] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0945513/?ref_=nv_sr_1 .

[4] Link IMDB del videogioco: http://www.imdb.com/title/tt0281361/?ref_=nv_sr_1 .

[5] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2310332/?ref_=fn_al_tt_2 .

[6] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0120737/?ref_=fn_al_tt_4 .

[7] Link IMDb del film: http://www.imdb.com/title/tt1464763/?ref_=nm_flmg_dr_1 .