The Texas Chainsaw Massacre ’74 vs Remake

In Cinema, Speciali, Tomàs Avila by Tomas Avila Comments

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Si segnala che nell’articolo sono presenti diversi spoiler, al fine di analizzare al meglio il film.

 

Regia: Tobe Hooper.
Soggetto: Kim Henkel e Tobe Hooper.
Sceneggiatura: Kim Henkel e Tobe Hooper.
Musiche: Tobe Hooper e Wayne Bell eseguite da Arkey Blue Roger Bartlett & friends Timberline Rose Los Cyclones.
Direttore della fotografia: Daniel Pearl.
Produttore: Tobe Hooper.
Montaggio: Larry Carrol e Sallye Richardsonf.
Visto censura: n. 66365 del 14/02/1975.
Prima proiezione:  1 ottobre 1974 ad Austin, Texas.
Lunghezza
: 921 m ( 84 min in 16mm).
Paese: USA.
Interpreti e personaggi: Marilyn Burns (Sally Hardesty), Gunnar Hansen (Letherface), Paul A. Partain (Franklin Hardesty), Allen Danziger (Jerry), Teri McMinn (Pam), Edwin Neal (L’autostoppista), Jim Siedow (Il Cuoco), John Dungan (Il Nonno), John Larroquette (voce narrante).

 

Introduzione:
Trama Introduzione Il sottotesto politico-sociale Non aprite quella porta ’74 Il remake del 2003 Analisi della scena della cena 

TRAMA  

Un gruppo di cinque ragazzi (2 coppie e un disabile fratello di una delle due ragazze) sta viaggiando attraverso il Texas per raggiungere la casa del nonno di uno di essi. Dopo aver dato un passaggio ad un autostoppista, rivelatosi poi un folle, raggiungono la casa.  Una delle due coppie cerca nei dintorni della casa un posto dove poter trovare della benzina e si imbatte in una villa. Appena i due vi entrano vengono aggrediti da un uomo con una maschera di cuoio (Letherface) che li uccide. I tre ragazzi rimasti in vita si preoccupano perché gli amici non tornano, così uno di loro va a cercarli ma viene anch’esso ucciso. Gli ultimi due, una delle due ragazze e suo fratello, provano a cercare gli amici scomparsi ma Letherface uccide il ragazzo disabile e prende come prigioniera l’ultima ragazza rimasta in vita. Questa viene costretta a mangiare insieme alla famiglia di pazzi assassini che abitano la villa e che provano poi a farla uccidere dal nonno. La ragazza riesce però a fuggire e a mettersi in salvo.

 

INTRODUZIONE 

All’uscita The Texas Chainsaw  Massacre(TCSM) spaccò in due la critica, tra chi cercava di demolirlo per la violenza e la crudezza della messa in scena e chi invece lo elevava a capolavoro, considerandolo un film spartiacque per  le novità che introduceva all’interno del panorama Horror[1] (posizione che ha ricevuto più consenso posteriormente).   Ciò  che sicuramente colpì maggiormente, ancor più della violenza mostrata, fu il realismo del film. TCSM si distaccava infatti dalla tradizione degli horror classici in cui il male era lontano dalla vita quotidiana, sia per quanto riguarda i luoghi in cui si svolgevano sia per quanto riguarda i mostri che
texas chainsaw massacrevenivano messi in scena, quasi sempre personaggi fantastici come vampiri, il mostro delle paludi o Frankenstein.  Insomma erano film che spaventavano lo spettatore mantenendo però  sempre una certa distanza,  non portando mai il male vicino ad esso . TCSM sconvolse completamente le regole dell’horror classico, portando il male nella nostra vita quotidiana, con un realismo che prima non si era mai visto.  In realtà bisogna chiarire che TCSM non fu il primo film a fare una cosa simile.  Se si dovesse trovare un vero spartiacque che segnò la nascita di un nuovo modo fare cinema horror, questo lo si potrebbe  trovare ne La notte dei morti viventi di George Romero del 1968.  Dal capolavoro di Romero in poi il cinema Horror non fu più lo stesso e la strada aperta da quel film venne seguita da una serie di film come L’ultima casa a sinistra di W. Craven, La morte dietro alla porta di Bob Clark, Le colline hanno gli occhi ancora di W. Craven e, ovviamente, TCSM di Hooper che forse è l’espressione maggiore di questa tendenza dell’horror fine anni ’60/ inizio ’70.

 

IL SOTTOTESTO POLITICO-SOCIALE 

Un’altra caratteristica di questa ondata di film horror è il fatto che siano tutti caratterizzati da una forte critica verso la società americana e le sue istituzioni.  A lungo si è cercato di capire fino a che punto questa critica fosse intenzionale. Sicuramente  i primi film che hanno dato il via a questa corrente del New Horror furono più ingenui di quelli a seguire  e le critiche sociali che in essi si sono viste non sembrano del tutto intenzionali; come disse Romero: “La politica certo era intorno a noi, ma non volevamo fare un film politico”.
Ciò non toglie che le critiche sociali ci fossero, anche se i registi non se ne rendevano conto.  In seguito questi divennero molto più coscienti di questo fatto, infatti in un secondo momento furono girati dei film con più consapevolezza.

 

NON APRITE QUELLA PORTA ’74 

Come detto in precedenza TCSM di Hooper rientra in questo gruppo di film. Ma a cosa è dovuto quel realismo (stilistico e tematico) che tanto sconvolse l’America nel ’74 ?

Partiamo dai fatti narrati:  questi sono ambientati in Texas e vengono presentati allo spettatore come avvenuti realmente.  Si nota subito quindi la prima grande novità: il male non è lontano, lo possiamo trovare anche in America, addirittura dentro alle case degli americani.  È significativo inoltre il fatto che la storia sia ambientata negli texas chainsaw massacrestessi anni in qui venne girato il film, cosa che contribuiva ovviamente a rendere il tutto più vicino allo spettatore.  Anche i personaggi si distaccano dall’horror classico, sono infatti un gruppo di ragazzi ( che rappresentano i valori delle nuove generazioni ) e i così detti Redneck del luogo, ovvero dei bifolchi violenti e conservatori (che rappresentano  appunto l’ America tradizionale, in cui sembra ancora di essere nel far west).  La lotta tra i protagonisti e i Redneck diventa
simbolica rispecchiando la situazione in cui effettivamente si trovava allora la società americana. Una delle critiche principali viene rivolta proprio alla famiglia (uno dei valori tradizionali americani);  la famiglia americana viene infatti demolita e rappresentata come una famiglia in crisi e disfunzionale, critica che raggiunge il suo apice nella scena della cena in cui vediamo tutti i membri riuniti attorno allo stesso tavolo.
A parte i temi trattati, anche lo stile registico e fotografico ebbero la loro importanza nel conferire realismo al film. Notiamo che si è alla ricerca di uno stile reale, quasi documentaristico.  Anche in questo caso bisogna specificare che la scelta non fu dolo funzionale a ciò che Hopper voleva ottenere, bensì  fu anche una scelta obbligata, considerato il ridotto budget a disposizione[2]. Il film fu girato in pellicola da 16mm e notiamo subito l’immagine sgranata e la ripresa a mano che permettono di calarci maggiormente nella situazione e di immedesimarci negli sfortunati protagonisti.  texas chainsaw massacreLe inquadrature sono quasi tutte ad altezza d’uomo o dal basso e ciò aumenta il senso di claustrofobia e di ansia, oltre a farci rimanere di continuo con gli occhi incollati ai protagonisti.  Anche le poche inquadrature dall’altro sono sempre oblique, ottenendo l’effetto di rendere ancora più inquietante e distorto il mondo che ci viene presentato.  La fotografia è essenziale, sporca e anch’essa alla ricerca del reale, senza l’utilizzo di filtri e limitata a riportare le situazioni allo spettatore.
Lo stile quindi si adatta perfettamente al contenuto creando nel complesso un prodotto che negli anni ’70 provocò un vero trauma e che anche adesso continua ad avere un grande impatto nello spettatore.

 

IL REMAKE DEL 2003 

Tutto ciò che si è affermato riguardo al film di Hooper non si può dire del remake. Questo è stato realizzato nel 2003 da Marcus Nispel e si presenta come un prodotto completamente diverso. A quasi  trent’anni di distanza dall’originale, la situazione dell’horror è cambiata completamente. texas chainsaw massacreLa rappresentazione della violenza è stata già approfondita in abbondanza e non è più così facile scioccare come lo era stato in precedenza. Siamo inoltre in un periodo post  Scream[3] in cui il genere è già stato smontato nelle sue varie derive metacinematografiche.
Lo spettatore non è più quello degli anni ’70, impreparato ed ingenuo, ma è uno spettatore consapevole e difficile da sorprendere. In questo contesto non si poteva pensare di realizzare un remake che avesse un impatto forte come quello del predecessore, così la scelta del regista è stata quella di realizzare un horror di puro intrattenimento rinunciando a qualsiasi significato politico-sociale. Innanzitutto il film è ambientato negli anni ’70, perciò non nella contemporaneità ma nel passato e quindi  distaccato dal presente e dalla volontà di denunciare ciò che nella  società attuale c’è di più marcio. Tra i protagonisti notiamo volti noti come quello di Jessica Biel o quello di
R. Lee Ermey (il sergente Hartman di Full Metal Jacket), altro fattore che contribuisce a rendere il tutto meno ralistico. I protagonisti incarnano lo stereotipo dell’hippie ( limitato al sesso, la droga e il rock ‘n’ roll) e questo rende ancora più difficile l’immedesimazione nei personaggi, che risultano decisamente ridicoli e fastidiosi.  texas chainsaw massacrePassando allo stile della regia e della fotografia, notiamo dei cambiamenti drastici.
Il budget è molto più elevato[4] e lo stile sporco e documentaristico del primo viene abbandonato a favore di una fotografia molto patinata e curata e caratterizzata dall’uso di un filtro che tende all’ocra-seppia. L’uso della telecamera a mano è anch’esso abbandonato e viene introdotto invece, nelle scene di inseguimento, un montaggio frenetico che molto attinge dallo stile dei videoclip (mondo dal quale proviene il regista).  A tutto ciò va sommato un uso maggiore del buio e delle ombre, per creare tensione ed una dose di gore molto più elevata. Nonostante la violenza esibita sia molto più esplicita, il film non riesce però a colpire come l’originale e si limita ad essere un giocattolo d’orrore che cerca solo di spaventare lo spettatore.

 

ANALISI DELLA SCENA DELLA CENA 

La follia e la crudezza del primo film culminano nella scena della cena, in cui la famiglia di macellai cannibali costringe l’ultima sopravvissuta a sedersi al loro stesso tavolo e a mangiare con loro. È questa la prima volta in cui vediamo tutta la famiglia riunita. Questa è per Hooper  un’altra occasione per demolire l’istituzione della famiglia americana ed è la scena in cui meglio si comprendono i rapporti tra i familiari. texas chainsaw massacreViene perciò presentata una famiglia composta da un padre (che viene chiamato “nonno”) e dai suoi tre figli, uno dei quali assume quasi il ruolo di padre per gli altri due (il benzinaio-cuoco). È presente una figura femminile, la madre, anche se ormai è morta e mummificata in soffitta, ma tutti i membri della famiglia sembrano considerarla come fosse ancora tra loro. Il padre-nonno è sicuramente la figura più autoritaria (non a caso si siede a capo tavola), è ormai vecchissimo e quasi senza forze, però tutti nutrono un grande rispetto nei suoi confronti e viene continuamente ricordato il fatto che fosse molto bravo nel suo mestiere (lavorava nel mattatoio). Tramite questi personaggi Hooper riesce a mettere in scena la crisi della famiglia americana che stava avendo proprio in quel periodo, esasperandola e portandola all’eccesso. Una delle cose che subito notiamo è il fatto che i membri della famiglia si comportino in modo infantile, come non fossero mai realmente cresciuti. Tra tutti sicuramente Letherface sembra quello più immaturo, si potrebbe anche pensare che sia affetto da un ritardo mentale.
L’autostoppista sembra essere il più violento e quello che  prova più gusto nel far soffrire le persone, a differenza di Letherface che sembra compiere queste atrocità solo perché lo vuole la sua famiglia.
Anche il benzinaio-cuoco che, come detto in precedenza, sembra assumere il ruolo di padre e spesso si dimostra il più maturo dei tre, si comporta in modo infantile a tavola. Sally infatti, legata ad una sedia, inizia ad urlare e in risposta i tre fratelli iniziano a farle il verso, proprio come dei bambini, visibilmente divertiti. Anche in questo caso il più “maturo” si dimostra essere il cuoco che, dopo essersi lasciato prendere dalla situazione inizialmente, torna ad essere serio e sgrida l’autostoppista, incarnando il ruolo del padre.
texas chainsaw massacreIn seguito viene deciso di fare uccidere Sally dal nonno e da questo momento in poi anche il cuoco non riuscirà più a mantenere il controllo e si mostrerà divertito proprio come un bambino che sta giocando. Per celebrare la grande abilità del nonno nell’ uccidere le mucche al macello con un solo colpo di martello, gli altri membri della famiglia decidono di fargli uccidere la ragazza proprio in questo modo. Viene quindi fatta mettere in ginocchio di fronte al nonno e lo stesso viene aiutato dagli altri perché troppo debole.  Anche in questo caso la rappresentazione della crisi della famiglia è molto evidente; la classica cena  famigliare  alla quale spesso seguono dei giochi di società da fare tutti assieme viene sostituita da questa grottesca scena.  I quattro assassini, dopo aver mangiato ( molto probabilmente carne umana), “giocano” tutti insieme ad uccidere la ragazza, come fosse un’attività divertente da fare in gruppo.

texas chainsaw massacreQuesto nucleo familiare potrebbe sembrarci così fuori dagli schemi, così malato e disfunzionale da considerarlo più unico che raro. In realtà però sentiamo costantemente delle notizie di omicidi e altri crimini trasmesse in radio. Ciò ci porta a dubitare del fatto che questa sia l’unica famiglia così e a pensare che forse è il Texas ad essere malato, che forse è l’America intera ad essere cannibale.

Nel remake del 2003 la scena della cena non è stata riprodotta, è stata completamente eliminata. Questa scelta è emblematica e fa capire la direzione che il regista ha voluto prendere col suo film. È stata tolta la scena più importante e in cui la critica sociale di Hooper  toccava il suo apice, proprio perché non era nell’interesse di Nispel  . Inserire una scena di questo tipo e della durata di circa sei minuti (che su 90’ non sono pochi) sarebbe stato uno spreco di tempo nell’ottica di un film di puro intrattenimento. Si è quindi preferito rinunciare a questa scena ed aumentare il tempo dedicato agli inseguimenti, alle fughe e ai vari effetti sanguinolenti.

 

Scritto da: Tomàs Avila.

 

Note:

[1] D. Robinson, Times, 19 Nov. 1976 :  “Meno si parla di TCSM, meglio è”
Stephen Koch, Harper’s Magazine:  “Vile little piece of sick crap”, “Hardcore pornography of terror… with literally nothing to recommend it”, “absolute degradation of the artistic immagination”.

[2] il budget stimato è di soli 140000 $.

[3] film di W. Craven del 1996 che diede una svolta all’horror anni ’90, amplificando l’elemento metacinematografico che già Craven aveva introdotto in Nightmare- nuovo incubo nel 1994.

[4] il budget è stimato intorno ai 9.300.00 dollari.