Recensione La cura del benessere

In Cinema, Recensioni brevi, Tomàs Avila by Tomas Avila

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Regia: Gore Verbinski.
Soggetto: Gore Berbinski, Justin Haythe.
Sceneggiatura: Justin Haythe.
Musiche: Benjamin Wallfisch.
Direttore della fotografia: Bojan Bazelli.
Produttore: Regency Enterprises, New Regency Productions, Blind Wink Productions, Studio Babelsberg, TSG Entertainment.
Anno: 2016.
Durata: 146’.
Paese: USA, Germania.
Interpreti e personaggi: Dane DeHaan (Lockart), Jason Isaacs (Volmer), Mia Goth (Hannah), Ivo Nandi (Enrico), Adrian Schiller (Deputy Director), Celia Imrie (Victoria Watkins).

 

Gore Verbinski torna a distanza di quattro anni dal flop di The Lone Ranger[1], con un film che in un certo senso lo riporta al film che lo ha reso noto in tutto il mondo: The ring[2] del 2002, remake della pellicola di Hideo Nakata[3] del 1998.
la cura del benessereIl grande successo di The Ring lo ha portato poi a dirigere la trilogia di Pirati dei Caraibi[4] (intervallata da The Weather man[5]), alla quale sono seguiti Rango[6] e The Lone Ranger.
Insomma, un regista al quale si devono dei film che conoscono più o meno tutti, in cerca di riscatto dopo a un grande insuccesso al botteghino. Ci sarà riuscito?

Il giovane e ambizioso Lockhart, venditore di successo di una grossa compagnia finanziaria americana, viene convocato dai soci per una delicata missione. Deve recarsi in una spa svizzera per riportare in America Roland Pembroke, il CEO dell’azienda, che non ha alcuna intenzione di tornare. Ben presto Lockhart capirà che uscire dalla misteriosa clinica del dottor Volmer non è facile quanto entrarvi. Dopo decenni di placido riposo tra le alpi svizzere, le rinomate spa della confederazione elvetica godono in questi anni di una attenzione cinematografica inaspettata.(da Mymovies)

La cura del benessere sarebbe potuto essere un grande film, aveva tutte le carte in regola per diventarlo. Il budget ridotto rispetto a The lone ranger (si parla comunque di 40 milioni di dollari) avrebbe permesso a Verbinski di prendersi più libertà, di osare un po’ di più. E a dire il vero, in tutta la prima parte l’impressione è che lo abbia fatto.
la cura del benessereSi parte con delle scene ambientate in una New York scura e cupa come poche volte abbiamo visto. Non il dark dei cinecomic DC ma un’oscurità inquietante e disturbante.
Fin dalle prime inquadrature ci si rende conto di non essere davanti a un film qualunque, Verbinski sa dove posizionare la macchina da presa e costruisce dei quadri curati nel minimo dettaglio.

Quando il protagonista arriva alla spa svizzera, la situazione sembra migliorare ulteriormente. L’atmosfera diventa ancora più inquietante e malata, nonostante i troppi rimandi allo splendido Shutter Island[7] di Scorsese[8], a partire dall’aspetto del protagonista.
La premessa di base intriga e sembra che il regista e lo sceneggiatore abbiano addirittura intenzione di sferrare una critica allo spietato mondo di Wall Street e più in generale alle condizioni in cui tutti viviamo nelle grandi città.

Si rimane affascinati dall’impatto visivo del film che va di pari passo con le intenzioni della narrazione: la distorsione della realtà.
la cura del benessereVerbinski fa di tutto per fare arrivare allo spettatore questa sensazione di instabilità a livello visivo.
Le immagini vengono distorte in tutti i modi possibili, dai grandangoli alla Polanski[9], alle inquadrature attraverso l’acqua, dalle immagini riflesse negli specchi a quelle distorte dalle superfici dei bicchieri (o dagli occhi di un cervo). E in tutta la prima parte questa sensazione arriva.
Il collage di situazioni ed espedienti già visti altrove funziona benissimo. Si va dai già citati Shutter Island e Polanski a Shining[10] di Kubrick[11], passando anche da Hitchcock[12] e dagli horror gotici della Universal.

I problemi arrivano quando l’impianto narrativo inizia a traballare nell’intento di seguire quello visivo nel distorcere la realtà. Iniziano ad essere accumulati molti elementi e simboli come l’acqua (purificatrice?), su cui si insiste per tutto il corso del film, i serpenti/anguille e via dicendo.
Ad un certo punto però gli elementi iniziano a diventare troppi e inizia a diventare abbastanza chiara la strada che Verbinski ha deciso di prendere. Si spera fino all’ultimo che non sia come sembra ma il finale conferma ciò che si pensava.

Erano tanti i modi possibili per chiudere (o non chiudere) una storia del genere, è stato scelto quello più semplice e sbrigativo che riduce il film a un semplice horror gotico. la cura del benessereIl che non sarebbe un problema, si pensi ad esempio a Crimson Peak[13] che metteva in chiaro le cose fin dal principio.
La cura del benessere invece cerca, nella prima parte, di sembrare ciò che non è e lo fa talmente bene da convincere lo spettatore, fino alla deludente svolta narrativa finale.
E la cosa è resa ancora più grave dalla durata del film (quasi due ore e mezzo).
Alla fine l’impressione è che tutti gli spunti narrativi interessanti e la simbologia proposta nella prima parte vengano buttati al vento.

La cosa peggiore in assoluto però è la scena finale che va a demolire completamente anche quella che poteva sembrare, all’inizio, una critica sociale.

In conclusione, La cura del benessere è una grande delusione. Non un film brutto perché alla fine lo si guarda anche con piacere (soprattutto per via della fotografia e della regia) ma ben al di sotto delle aspettative.
E nonostante il budget ridotto, a quanto pare, per Verbinski è un altro flop.

la cura del benessere

 

Scritto da: Tomàs Avila.

 

Note:

[1] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1210819/?ref_=fn_al_tt_1 .

[2] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0298130/?ref_=nv_sr_2 .

[3] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0620378/?ref_=nv_sr_1 .

[4] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0325980/?ref_=nv_sr_2 .

[5] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0384680/?ref_=nv_sr_1 .

[6] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1192628/?ref_=nv_sr_1 .

[7] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1130884/?ref_=nv_sr_1 .

[8] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0000217/?ref_=tt_ov_dr .

[9] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0000591/?ref_=nv_sr_1 .

[10] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0081505/?ref_=nv_sr_1 .

[11] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0000040/?ref_=tt_ov_dr .

[12] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0000033/?ref_=nv_sr_1 .

[13] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2554274/?ref_=nv_sr_1 .