Recensione Brawl in Cell Block 99

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Regia: S. Craig Zahler.
Soggetto: S. Craig Zahler.
Sceneggiatura: S. Craig Zahler.
Musiche: Jeff Herriott, S. Craig Zahler.
Direttore della fotografia: Benji Bakshi.
Montaggio: Greg D’Auria.
Produttore: Assemble Media, Cinestate, Caliber Media Company, Realmbuilders Productions, XYZ Films.
Anno: 2017.
Durata: 132’.
Paese: USA.
Interpreti e personaggi: Vince Vaughn (Bradley Thomas), Jennifer Carpenter (Lauren Thomas), Don Johnson (Warden Tuggs), Udo Kier (Placid Man), Geno Segers (Roman), Dan Amboyer (Longman).

 

Torna a due anni dal suo esordio alla regia S. Craig Zahler, regista di cui sicuramente si parlerà molto in futuro.
Brawl in Cell Block 99 conferma tutto ciò che di buono aveva fatto presagire il folgorante Bone Tomahawk[1], rendendo, già al suo secondo lavoro, inconfondibile lo stile del regista.

Brawl in Cell Block 99Bradley, ex pugile viene licenziato dall’officina meccanica in cui lavorava. Tornato a casa in anticipo scopre che la moglie lo tradisce ma non vuole separarsi da lei. Avendo bisogno di denaro accetta di fare da corriere della droga per una vecchia conoscenza. Durante un conflitto a fuoco con la polizia viene ferito ed arrestato. Il boss pensa che lui lo abbia tradito e vuole vendicarsi ricattandolo in prigione. (da Mymovies)

Torna tutto ciò che ci aveva fatto amare Bone Tomahawk: la lentezza della narrazione (curiosamente entrambi i film durano 132 minuti), le esplosioni di violenza al limite dello splatter ma soprattutto la fisicità che domina le due opere.
Brawl in Cell Block 99 in particolare è un film che si regge sulla fisicità di Vince Vaughn[2], attore celebre specialmente per i ruoli comici ma che ha già dato prova di sapersi destreggiare in situazioni completamente diverse. Vaughn riempie letteralmente lo schermo con un personaggio glaciale, spietato ma allo stesso tempo con dei principi ferrei. Del suo passato si sa poco, praticamente soltanto che è stato un pugile, costretto a darsi al traffico di droga per riuscire a portare dei soldi a casa.
Brawl in Cell Block 99Basta la scena in cui sfascia a mani nude un’automobile, presente per altro anche nel trailer, per far comprendere al volo che personaggio abbiamo di fronte.
Non sembra mai rimpiangere le sue scelte, non si lamenta del destino che gli è toccato, fa semplicemente quello che deve fare, senza sprecare parole. È anche un patriota, con tanto di bandiera americana ben in vista appesa fuori casa.
Nonostante la disarmante freddezza con cui picchia, tortura e uccide per arrivare ad ottenere ciò che vuole, Bradley è mosso dall’amore per sua moglie, incinta di una figlia, e in ogni istante del film il volto di Vaughn riesce a trasmettere questa duplicità e la sofferenza di un uomo obbligato a fare cose che vanno contro ai propri principi, pur di proteggere chi ama.

La parabola di Bradley sarà una vera e propria discesa negli inferi, strutturata inizialmente a livelli come un videogioco in cui a ogni livello aumenta il degrado delle ambientazioni e le violenze fisiche e psicologiche subite dal protagonista.Brawl in Cell Block 99 Questo fino a un certo punto in cui questa struttura a livelli viene abbandonata per arrivare al finale.

Come dicevo prima, la violenza di Bone Tomahawk viene se possibile amplificata. Non si tratta della violenza estetizzante alla Refn[3] ma di un vero e proprio pugno nello stomaco. Zahler non è interessato alla spettacolarizzazione dei combattimenti, che risultano sempre crudi e in un certo senso minimalisti, ma a renderli veramente dolorosi per lo spettatore.
Proprio i combattimenti sono uno dei punti di forza del film. Abbiamo dedicato molto spazio all’analisi di John Wick 2[4] di Chad Stahelski[5], facendo notare come un film del genere abbia alzato notevolmente il livello dell’azione americana, avvicinandola agli standard orientali. Anche David Leitch[6], già co-regista di John Wick[7], ha cercato di fare la stessa cosa con Atomica Bionda[8], sempre del 2017.
Il film di Zahler può essere inserito in questo filone, con le dovute differenze rispetto ai due citati, che sta rialzando il livello qualitativo dei film d’azione americani, cercando di abbandonare il montaggio frenetico e confusionario che ha contraddistinto un infinito numero di action abbastanza dimenticabili, per avvicinarsi a una regia e a un montaggio pesantemente influenzati dallo stile orientale.

Brawl in Cell Block 99Tuttavia, mentre Stahelski e Leitch sembrano guardare direttamente alla lezione che Gareth Evans[9] ha impartito con The Raid[10] e The Raid: Redemption[11], ormai due film di culto, Zahler non rinuncia al suo stile dominato dalla lentezza neanche nei combattimenti.
Così, come Stahelski e Leitch, preferisce ridurre i tagli di montaggio, aumentando la durata delle inquadrature, però anziché seguire con la macchina da presa i personaggi durante i combattimenti, spesso decide di riprenderli con inquadrature fisse.
Le coreografie sono tutte convincenti e molto cruente e il modo in cui combatte Bradley rispecchia perfettamente la psicologia del personaggio, determinato e inarrestabile. Si sente proprio la pesantezza dei colpi, molto lontana dalla leggerezza e la velocità della gran parte dei film orientali di arti marziali.

Zahler non lascia spazio per i sentimentalismi spiccioli, il che non vuol dire che i sentimenti vengano eliminati ma il regista sembra sempre voler mantenere una certa freddezza e distacco, fino a un finale brutale, perfetta conclusione per la parabola di Bradley.

Brawl in Cell Block 99La fredda fotografia di Benji Bakshi[12] (che aveva già collaborato con Zahler in Bone Tomahawk) è perfettamente in linea con l’atmosfera che domina il film e riesce a restituire nel migliore dei modi il degrado delle ambientazioni carcerarie.
Notevole anche la scelta degli attori, tutti in parte, in particolare Don Johnson[13] e Udo Kier[14].
Zahler convince forse ancora più che col suo film d’esordio, con una pellicola dal ritmo lento ma che incede inesorabilmente, proprio come il protagonista.
Fa sempre piacere vedere che c’è ancora qualcuno in grado di raccontare in modo personale ed estremo una storia che è stata vista e rivista infinite volte, mescolando i generi per ottenere qualcosa di diverso.

Non resta altro che aspettare impazientemente il suo prossimo film, Dragged Across Concrete[15], con protagonista Mel Gibson[16], un attore che si presta perfettamente al cinema del regista.

 

 

Scritto da: Tomàs Avila.

 

 

Note:

[1] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2494362/?ref_=nm_knf_i1 .

[2] Link IMDB dell’attore: http://www.imdb.com/name/nm0000681/?ref_=tt_ov_st_sm .

[3] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0716347/?ref_=nv_sr_2 .

[4] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt4425200/?ref_=nv_sr_1 .

[5] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0821432/?ref_=tt_ov_dr .

[6] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0500610/?ref_=tt_ov_dr .

[7] Link IMDb del film: http://www.imdb.com/title/tt2911666/?ref_=nm_flmg_dr_4 .

[8] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2406566/?ref_=nv_sr_1 .

[9] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm2153088/?ref_=tt_ov_dr .

[10] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1899353/?ref_=nv_sr_1 .

[11] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2265171/?ref_=tt_rec_tt .

[12] Link IMDB del direttore della fotografia: http://www.imdb.com/name/nm1584144/?ref_=nv_sr_1 .

[13] Link IMDB dell’attore: http://www.imdb.com/name/nm0000467/?ref_=nv_sr_1 .

[14] Link IMDB dell’attore: http://www.imdb.com/name/nm0001424/?ref_=nv_sr_1 .

[15] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt6491178/?ref_=nm_flmg_act_1 .

[16] Link IMDB dell’attore: http://www.imdb.com/name/nm0000154/?ref_=nv_sr_1 .

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