Recensione 10 Cloverfield Lane

In Cinema, Molly Jensen, Recensioni brevi, Tomàs Avila by scheggedivetro

Condividi:
Share

Regia: Dan Trachtenberg.
Soggetto: Josh Campbell, Matthew Stuecken.
Sceneggiatura: Josh Campbell, Matthew Stuecken, Damien Chazelle.
Musiche: Bear McCreary.
Direttore della fotografia: Jeff Cutter.
Produttore: J.J. Abrams, Bryan Burk, Bob Dohrmann, Ted Gidlow, Drew Goddard, Matt Reeves, Ben Rosenblatt, Lindsey Webber.
Anno: 2016.
Durata:103′.
Paese: USA.
Interpreti e personaggi: John Goodman (Howard), Mary Elizabeth Winstead (Michelle), John Gallagher Jr. (Emmett), Bradley Cooper (voce di Ben).

 
Una ragazza, mentre guida verso una destinazione ignota, subisce un brutto incidente. Si risveglia apparentemente prigioniera di un misterioso individuo che afferma di averla portata lì per il suo bene, di nome Howard: fuori da quella stanza infatti stanno accadendo eventi catastrofici che minano alla distruzione dell’umanità stessa ma Michelle inizia a dubitare delle parole dello strano benefattore.

10 cloverfield lane

Arriva a distanza di ben otto anni, il sequel di Cloverfield, che forse propriamente sequel non si può chiamare.

Perfino il regista è cambiato, non si tratta più di Matt Reeves infatti bensì di tale Dan Trachtenberg, e, soprattutto, è cambiato lo stile adottato.

Se Cloverfield è stato consacrato a mostre movie del 2008, in 10 Cloverfield Lane non assisteremo a nessuna ripresa distorta in found footage, quindi non aspettatevi teste di sedicenti statue della libertà scagliate in strada e soprattutto mostri che seminano il panico per le strade di New York.

Riprendere in mano un grande film come Cloverfield non era cosa facile, specialmente dopo così tanto tempo. Probabilmente l’unica eredità che ha lasciato la pellicola a quest’ultima produzione è il caro J.J. Abrams, sempre in veste di produttore, che questa volta decide di osare a tal punto da fare qualcosa di completamente diverso dall’originale tanto che non si può nemmeno più parlare di disaster movie.

In realtà, c’è da dire che probabilmente non si tratta nemmeno di un sequel vero e proprio: forse la definizione più appropriata è spin-off, un consanguineo, oppure una pellicola che si avvale dello stesso produttore ma che precedentemente è stato concepito con il nome di The Cellar: lo stesso JJ, reduce dall’esperienza marketing di Star Wars 7, pensò bene di inserire il termine Cloverfield (campo di trifogli) come lieta citazione, ma, come abbiamo già sottolineato, 10 Cloverifeld Lane poco ha a che fare con il suo fratello maggiore, considerando che anche se gli avvenimenti narrati sono contemporanei a quelli del film del 2008, sono ambientati in un’altra location.

Oltretutto 10 Cloverfield Lane punta tutto sulla psicologia dei tre protagonisti chiusi dentro ad un bunker, dove i loro ruoli continuano a essere ribaltati in un crescendo di tensione veramente efficace.

Prima di dispensare pareri ci preme quindi avvertire i molti fan del primo film che se pensano di trovarsi davanti a un sequel rischiano di rimanere delusi perché il ritmo qui è molto più dilatato e mostri ed esplosioni risultano quasi completamente omessi.

10 cloverfield lane

La nota estremamente positiva della pellicola è la maniera in cui è costruita la tensione, in un crescendo incredibile scena dopo scena e, come si può prevedere, la situazione degenererà prima o poi, però viene tutto gestito con grande attenzione.

Gran parte del merito è anche dei tre attori che reggono il film sulle proprie spalle, tra i quali spicca un ottimo John Goodman: qui calato in un ruolo piuttosto insolito rispetto ai suoi precedenti, Goodman è magistralmente ambiguo e inquietante nei panni del puritano Howard Stambler.10 cloverfield lane

L’unica piccola pecca invece – e cosa che farà storcere il naso a molti – sono tuttavia gli ultimi venti minuti:

Spoiler SelezionaMostra

Dispiace però per come è stata risolta la situazione all’interno del bunker, un po’ troppo veloce rispetto alla durata di tutto ciò che viene prima.

Va tuttavia ricordato che uno degli sceneggiatori è Damien Chazelle, il regista e sceneggiatore di Whiplash, che da ancora dimostrazione del suo talento (Chazelle doveva essere ordinariamente anche regista di 10 Cloverfield Lane ma ha saggiamente abbandonato il progetto per Whiplash) riuscendo mostrare in maniera geniale il ribaltamento di prospettiva: nonostante fuori dal bunker sta avvenendo un’ invasione aliena, ci viene ricordato repentinamente che a volte gli umani sanno essere ancora più pericolosi dei mostri che devastano New York, rimandando molto da questo punto di vista al bellissimo The Divide di Xavier Gens che però era rivolto ad un pubblico più ristretto, per via della crudezza con cui veniva affrontato il tema.

10 cloverfield lane

Anche la regia va in direzione opposta rispetto all’originale, per cui vengono abbandonate le riprese “mosse” e sostituite da una telecamera sempre stabile e spesso fissa che esplora con freddezza il bunker, rendendo anche le scene d’azione perfettamente comprensibili.

Questo 10 Cloverfield Lane sarebbe potuto essere indimenticabile se solo si fosse tutto risolto all’interno del bunker, senza la spiazzante comparsa aliena.

A parer nostro, gli sceneggiatori e il produttore non hanno saputo osare così tanto e alla fine anche chi voleva vedere qualcosa di spettacolare non rimane a bocca asciutta.

Nonostante l’ultima parte faccia perdere un po’ di forza al film, tutto sommato si tratta di un ottimo prodotto, probabilmente uno dei migliori di questo 2016.

10 cloverfield lane

Anche se modo in cui il film finisce è piuttosto discutibile ma almeno lascia intendere che non mancherà un sequel.

Di solito siamo contrari a questo tipo di pratiche volte solo al guadagno facile, ma visto l’ottimo lavoro fatto con questa pellicola si spera senz’altro il meglio da un ipotetico terzo capitolo.

 

Scritto da: Tomàs Avila e Molly Jensen.