Recensione The Girl With All The Gifts

In Cinema, Recensioni brevi, Tomàs Avila by Tomas AvilaLeave a Comment

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Regia: Colm McCarthy.
Soggetto: Mike Carey.
Sceneggiatura: Mike Carey.
Musiche: Cristobal Tapia de Veer.
Direttore della fotografia: Simon Dennis.
Produttore: Poison Chef, BFI Film Fund, Altitude Film Entertainment, Creative England.
Anno: 2016.
Durata:101’.
Paese: USA, UK.
Interpreti e personaggi: Gemma Arterton (Helen Justineau), Glenn Close (Dr. Caroline Caldwell), Dominique Tipper (Devani), Sennia Nanua (Melanie), Paddy Considine (Sgt. Eddie Parks), Fisayo Akinade (Kieran Gallagher).

 

The Girl With All The Gifts è il secondo lungometraggio di Colm McCarthy[1], regista noto soprattutto per aver girato episodi di alcune serie tv come Sherlock[2], Doctor Who[3] e Peaky Blinders[4].

Con questo film cerca di dire la sua sullo zombie movie, adattando il libro di Mike Carey[5], che si è occupato personalmente della sceneggiatura.

In una base militare inglese viene tenuto prigioniero un gruppo di ragazzini dalle caratteristiche particolari. The Girl With All The GiftsMentre all’esterno della base stessa l’umanità è affetta da un’epidemia dilagante che trasforma gli esseri umani in zombie, loro hanno un forte stimolo a nutrirsi di carne umana ma hanno conservato dei sentimenti che gli altri hanno totalmente perso. Costituiscono quindi un prezioso elemento per tentare di realizzare un vaccino. Tra loro si distingue la piccola Melanie, dall’intelligenza brillante e dalla intensa sensibilità, la quale ha instaurato un rapporto speciale con l’insegnante Miss Justiniau. Quando la base viene invasa dagli zombie Melanie diventerà una preziosa guida. (da Mymovies)

Gli zombi, o per essere precisi, in questo caso, gli infetti (perché non si tratta di morti tornati in vita), sono stati trattati in tutti i modi immaginabili, fino ad arrivare ai grandi block buster come Io sono leggenda[6] e World War Z[7]. McCarthy cerca, visto il budget esiguo di circa 4 milioni di sterline, di non puntare tanto sulla spettacolarità, quanto sugli elementi originali rispetto agli altri esponenti del genere, tentando di realizzare un film che sia adatto a un pubblico piuttosto vasto.
Rispetto a prodotti come World War Z aggiunge un po’ più di scene sanguinolente, restando però sempre su livelli molto contenuti.

The Girl With All The GiftsIl punto di forza, come dicevamo, è l’aggiunta di alcuni elementi originali.
In primis i bambini infetti ma non del tutto ridotti a bestie, ancora in grado di ragionare se non sentono l’odore della carne umana (o animale). Vengono trattati dai militari come cavie da utilizzare in esperimenti per cercare una cura alla terribile epidemia.
Veniamo da subito posti di fronte a una questione importante, seppur non molto originale: i bambini infetti sono esseri umani o bestie? I personaggi la pensano in modi differenti, in particolare la dottoressa Caroline che li vede solo come cavie per gli esperimenti e Helen Justineau, un’insegnante che cerca sempre un contatto con i bambini.

Sarà Melanie a far ricredere i militari e a fare capire loro che forse dietro agli infatti si nasconde qualcosa di più, non sono solo delle bestie.

Un altro elemento interessante è la rivisitazione del mito di Pandora (a cui il film si riferisce a partire dal titolo), specialmente nel convincente finale, la parte migliore della pellicola, in cui la protagonista diventerà una nuova Pandora e aprirà in un certo senso il vaso che libera il male. The Girl With All The GiftsMa forse, visto il punto a cui si era spinto l’uomo, liberare il “male” è l’unica forma di speranza per il futuro.

Questi sono i punti di forza del film. Purtroppo però The Girl With All The Gifts, pur partendo da un’idea molto valida, non convince a causa del modo in cui si sviluppa la vicenda. McCarthy cade in molti cliché del genere che ormai sarebbe una buona cosa superare e anche i personaggi, esclusa la protagonista, sono un po’ troppo convenzionali nella loro crescita nel corso del film.
Anche esteticamente la pellicola non sorprende particolarmente. Gli effetti speciali a volte risentono del budget limitato, la regia è piuttosto anonima.

Insomma è un film che si regge completamente sulle due buone idee che ne stanno alla base. Senza di queste però, rimane ben poco.

 

Scritto da: Tomàs Avila.

 

Note:

[1] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm1142073/?ref_=nv_sr_1 .

[2] Link IMDB della serie TV: http://www.imdb.com/title/tt1475582/?ref_=nm_flmg_dr_4 .

[3] Link IMDB della serie TV: http://www.imdb.com/title/tt0436992/?ref_=nm_flmg_dr_6 .

[4] Link IMDB della serie TV: http://www.imdb.com/title/tt2442560/?ref_=nm_flmg_dr_3 .

[5] Link IMDB dello scrittore: http://www.imdb.com/name/nm1259998/?ref_=nv_sr_1 .

[6] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0480249/?ref_=nv_sr_1 .

[7] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0816711/?ref_=nv_sr_1 .

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