Monografia di Bong Joon-ho. Parte 4- Influenza

In Bong Joon-ho, Il Cinema della Corea del Sud, Mockumentary, Found Footage e P.O.V., Tomàs Avila by Tomas Avila Comments

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FILMOGRAFIA

-White Man, 1994 (cortometraggio)
-Memories in My Frame, 1994 (cortometraggio)
Incoherence, 1994 (cortometraggio)
Barking Dogs Never Bite, 2000
-Sink & Rise, 2003 (cortometraggio)
Memories of Murder, 2003
Influenza, 2004 (cortometraggio)
The Host, 2006
-Tokyo!, capitolo “Shaking Tokyo”, 2008 (cortometraggio)
-Madre, 2009
-Snowpiercer, 2013
-Okja, 2017

INFLUENZA 

Regia: Bong Joon-ho.
Soggetto: Bong Joon-ho.
Sceneggiatura: Bong Joon-ho.
Direttore della fotografia: Kim Byeong-jeong.
Produttore: Jeonju International Film Festval.
Anno: 2004.
Durata: 28’.
Paese: Corea del Sud.
Interpreti e personaggi: Go Su-hui (Mr. Cho).

 

Nel 2004 venne proposto a Bong Joon-ho di partecipare al progetto Digital Short Films By Three Filmmakers[1] che gli permise di sperimentare per la prima volta le tecnologie di ripresa digitali. Il risultato fu Influenza, un cortometraggio di poco meno di trenta minuti che offre molti spunti interessanti. Proprio per questo motivo, nonostante non si tratti di un lungometraggio, ho deciso di dedicare un articolo a parte a Influenza.

La storia è quella di un uomo (Mr. Cho) che, a causa della sua crescente povertà, cade in un vortice di disperazione e violenza. Inizialmente si limita a rapinare delle persone, poco per volta ci prende sempre più gusto e inizia a diventare violento senza una vera motivazione, trasformandosi in un assassino.

influenzaBong Joon-ho accettò di partecipare pur non apprezzando molto il digitale in fase di ripresa. Decise quindi di renderne in qualche modo giustificato l’utilizzo, di trovare un espediente per cui sarebbe stato necessario girare in digitale anziché in pellicola.
Scelse perciò di utilizzare riprese effettuate con delle telecamere di sorveglianza. All’inizio del cortometraggio compare una didascalia che specifica come tutte le riprese siano state effettuate da videocamere di sorveglianza CCTV sparse in giro per la città, con tanto di autorizzazioni della polizia, che hanno permesso di riprendere la vicenda di Mr. Cho, il protagonista.
Ovviamente è tutto finto, quindi si tratta di una sorta di mockumentary.
È molto interessante la scelta stilistica del regista perché ci permette di inserire Influenza all’interno di un filone molto particolare, nato con il cinema digitale, che fa propria l’estetica della videosorveglianza. Si pensi a film come Paranormal Activity[2], Red Road[3], Timecode[4] oppure, se si considerano apparecchiature come le webcam, anche Unfriended[5] e The Den[6].

Ormai siamo abituati all’idea di avere gli occhi di innumerevoli videocamere puntati addosso. Muovendoci per la città in cui abitiamo, sicuramente siamo più volte ripresi nel corso di una normale giornata. Uno sguardo controllore che ricorda da vicino il Panopticon[7] di Jeremy Bentham[8], o 1984[9] di Orwell[10].
influenzaSiamo così abituati a questo tipo di sguardo oggettivo che ormai lo identifichiamo immediatamente come realistico, un po’ come certe tecniche codificatesi negli anni ’60 con il Cinema veritè, come la camera mossa e il fuori fuoco.
Quella della videosorveglianza è insomma un’estetica che identifichiamo con la realtà, nonostante sia oggettiva e quindi disumana, anzi forse proprio per questo motivo, oltre che per il fatto di restituire lo scorrere del tempo nella sua durata reale, a differenza del Cinema.

Bong ovviamente non ci mostra le registrazioni senza stacchi ma monta delle riprese spacciate per vere dando un ordine narrativo lineare e cronologico.
Il senso di questa operazione, a un primo livello, è quello di mostrare le conseguenze del crollo economico coreano del 2000. La cosa non sorprende visti i due film tra cui è posizionato questo cortometraggio. Memories of Murder e The Host cercano entrambi, attraverso il genere, di descrivere la società coreana. Anche il lungometraggio d’esordio, Barking Dogs Never Bite, aveva questo intento.
Tutta la prima parte della filmografia del regista è fortemente incentrata sulla rappresentazione (e la critica) della società coreana, caratteristica che da Mother (2009) in poi verrà ridimensionata.

influenzaBong ha detto, in riferimento al crollo economico del 2000: “La violenza tra le persone, esasperate dalla depressione economica, è diventata un trend, un’influenza. La gente sembra essere tranquilla, ma inevitabilmente diventa pazza […]. Si leggono articoli di omicidi e suicidi di gruppo ma senza alcuna emozione”[11].
Arriviamo così a un secondo livello di analisi. La crisi economica ha avuto come conseguenza un dilagare della violenza che il regista vede come il diffondersi di un’epidemia. Per altro si tratta di una violenza priva di emozioni, una violenza fredda e meccanica, come dimostrano gli omicidi rappresentati in Influenza, decisamente fine a sé stessi, senza un vero motivo.
Proprio per questo motivo Bong ha scelto di raccontare la storia attraverso l’occhio della videocamera di sorveglianza: meccanico e freddo, oggettivo e privo di emozioni.
Uno sguardo desensibilizzato che, sembra dirci Bong, in un periodo di crisi, rischia di diventare anche quello delle persone, assuefatte alla violenza e disinteressate al prossimo.
La violenza, per il regista, è diventata all’ordine del giorno, qualcosa di quotidiano, la cui normalità è dimostrata dal fatto che viene ripresa dalle videocamere a circuito chiuso che, filmando il reale 24 ore su 24, dovrebbero mostrare proprio la noiosa quotidianità.

Da un certo punto di vista, Influenza si avvicina molto ai temi trattati nei primi film di Haneke[12], da Benny’s Video[13] a 71 frammenti di una cronologia del caso[14].
Una parentesi particolare nella filmografia del regista coreano, meritevole d’attenzione, a cui ho deciso di dare una posizione di rilievo proprio perché si tratta di uno dei suoi lavori meno conosciuti.

 

Continua…

 

Scritto da: Tomàs Avila.

 

Note:

[1] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2115336/?ref_=nm_flmg_dr_9 .

[2] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1179904/?ref_=fn_al_tt_1 .

[3] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0471030/?ref_=nv_sr_2 .

[4] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0220100/?ref_=nv_sr_1 .

[5] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt3713166/?ref_=nv_sr_1 .

[6] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2503154/?ref_=nv_sr_1 .

[7] Link della pagina Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Panopticon .

[8] Link della pagina Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Bentham .

[9] Link della pagina Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo) .

[10] Link della pagina Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/George_Orwell .

[11] http://www.torinofilmfest.org/film/7489/digital-short-films-by-three-filmmakers.html

[12] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0359734/?ref_=nv_sr_1 .

[13] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0103793/?ref_=nm_flmg_dr_15 .

[14] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0109020/?ref_=nm_flmg_dr_13 .

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