Recensione 47 metri

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Regia: Johannes Roberts
Soggetto: Johannes Roberts
Sceneggiatura: Johannes Roberts
Musiche: tomandandy
Direttore della fotografia: Mark Silk
Produttore: Dimension Films, Flexibon Films, Fyzz Facility
Anno: 2017.
Durata: 87’.
Paese: Gran Bretagna
Interpreti e personaggi: Mandy Moore (Lisa), Claire Holt (Kate), Matthew Modine (Taylor), Santiago Segura (Benjamin) Yani Gellman (Louis), Chris J. Johnson (Javier).

 

 

 

Durante una vacanza in Messico due sorelle, Lisa (Mandy Moore) e Kate (Claire Holt), si lasciano convincere ad intraprendere un’avventurosa esperienza: farsi calare all’interno di una gabbia in mare aperto in una zona infestata da grossi squali bianchi. Nulla va come previsto e quando il cavo del mulinello si spezza, le due precipitano sul fondo dell’oceano; con una riserva d’ossigeno di soli 60 minuti e il pericolo sempre in agguato dovranno riuscire a mettersi in salvo.

Come è noto, dopo che Lo squalo ha dato vita al genere, il mercato è stato totalmente sommerso da shark movie di ogni tipo, oltre che da numerosi sequel e libere interpretazioni del cult di Spielberg stesso.

Se in tempi recenti la moda si era un po’ attenuata (con una piccola eccezione per quanto riguarda il fenomeno trash Sharknado), nell’ultimo anno il predatore più temuto dell’oceano è tornato sul grande schermo con ben due pellicole: Paradise Beach – Dentro l’incubo e 47 metri per la regia di Johannes Roberts.

Se il primo è facilmente dimenticabile quest’ultimo vanta invece non pochi momenti interessanti; trattandosi di uno shark movie ambientato interamente sul fondo dell’oceano, il pericolo non è da ricercarsi esclusivamente nel temibile predatore reso famoso da Spielberg come un killer vendicativo e avido di carne umana, ma soprattutto nel profondo buio dell’oceano.

Il senso di suspense e terrore è dato infatti anche dalla sensazione di claustrofobia generata dai confini delle gabbia, dall’oscurità delle profondità marine, dal silenzio circostante e dal vuoto oltre il ciglio della barriera corallina; tutti questi elementi giocano un ruolo cardine all’interno della vicenda rendendo 47 metri un film a basso budget di notevole impatto, in grado di offrire spaventi genuini ma senza servirsi esclusivamente del jumpscare.

Nonostante l’insipido incipit atto ad introdurre i personaggi, 47 metri si dimostra un film molto più curato di quanto si possa inizialmente credere; se perfino le situazioni improbabili e i cliché non riescono ad intaccare più di tanto la coerenza della storyline, rendendo credibile la vicenda trasposta su schermo, significa che Roberts, tra colpi di scena più o meno riusciti, è in grado tutto sommato di mantenere alta la tensione regalandoci perfino qualche sequenza memorabile.

47 metri arriva nelle sale italiane il 25 maggio e certamente non deluderà i cultori dello shark movie: non mancheranno infatti mulinelli di sangue, smembramenti e attacchi a sorpresa.

 

Scritto da: Molly Jensen 

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