Mockumentary e Found Footage. Parte 2

In Cinema, Mockumentary, Found Footage e P.O.V., Speciali, Tomàs Avila by Tomas Avila Comments

Condividi:
Share

Arriviamo quindi al 1999, punto di partenza dell’ondata di found footage che ci ha travolti in questi anni e anno che per il found footage e il mockumentary ha un’importanza fondamentale, paragonabile solo al 1980. Se “Cannibal Holocaust” ha inventato il genere, “The Blair Witch Project” lo ha fato letteralmente esplodere.

the blair witch project

“The Blair Witch Project”, di D. Myrick e E. Sanchez, 1999.

Due giovani registi, Daniel Myrick[1] ed Eduardo Sanchez[2], senza essere apparentemente coscienti dell’importanza della creatura a cui stanno dando vita, produrranno un caso internazionale che segnerà il cinema che lo seguirà, avendo a disposizione un budget di poche decine di migliaia di dollari e che ne incassa oltre duecento milioni. Fondamentale è stata la campagna pubblicitaria (ancora una volta si capisce quanto “Cannibal Holocaust” fosse avanti): è stata diffusa su internet una leggenda metropolitana che raccontava la scomparsa di quattro ragazzi intenzionati a girare un documentario in una foresta del Maryland nel 1994, Il tutto contornato da un sito creato appositamente per l’occasione. La voce inizia a diffondersi e conquista il web, portando così allo strepitoso incasso.
Non intendo perdermi in opinioni riguardanti la qualità del film (che verranno riservate per un’eventuale recensione) perché ciò che ci importa è ciò a cui ha portato più che il suo effettivo valore: Myrick e Sanchez danno delle lezioni fondamentali che molti registi in seguito hanno saputo fare proprie, su tutti Oren Peli[3], di cui parleremo in seguito, creando la ricetta perfetta per sbancare i botteghini.

Innanzitutto i due riducono i costi al minimo e ciò è reso possibile da diversi fattori tra i quali l’utilizzo del digitale anzi che della pellicola, un cast di attori sconosciuti, una telecamera a mano e puntare più sui rumori e l’atmosfera generale che sugli effettacci.

incident at loch ness

“Incident At Loch Ness”, di Zak Penn, 2004.

Tutto ciò quindi si traduce in costi ridotti al minimo e guadagni sicuri, una formula che funziona ancora adesso.
In secondo luogo, grazie anche al periodo storico in cui il film è stato girato, i due hanno portato a compimento le strategie di marketing che già avevano caratterizzato i lavori di Deodato e di Reiner, soprattutto grazie all’utilizzo di un nuovo media, il più influente del periodo ovvero internet che dal 1999 ad oggi ha preso sempre più piede ed è diventato chiaro a tutti che non è possibile escluderlo dalle campagne di propaganda, per cui che si tratti di video, siti d’informazione (falsa) o quant’altro, l’importante è renderli virali prima dell’uscita del film, far girare la voce molto prima dell’uscita nelle sale, fare si che la gente ne parli.

La campagna marketing fulminante rimane forse il merito maggiore di “The Blair Witch Project” nonché la principale ragione del suo strepitoso successo: questo ci esplicita come è diventato estremamente importante, oggi ormai fondamentale, estendere il prodotto cinematografico ad altri media, in modo da arrivare a più gente. Questo procedimento aiuta anche a conferire maggiore realismo al film, diffondendo fonti false dalle quali la gente può informarsi, che confermino ciò che vediamo al cinema.

redacted

“Redacted”, di Brian De Palma, 2007.

Dal 1999 il mondo del falso documentario e del found footage non è più stato lo stesso, i film di questo tipo si sono moltiplicati sempre di più, raggiungendo ogni genere cinematografico, dai prodotti indipendenti ai film per le masse.
Nel 2004 vede la luce un mockumentary molto particolare, diretto da Zak Penn[4] e interpretato da Werner Herzog[5] che si occupa anche della sceneggiatura: “Incident at Loch Ness”[6], una pellicola molto interessante ché gioca molto con la figura di Herzog, regista di molti documentari oltre che di film. La struttura è metacinematografica, è un documentario finto sulla realizzazione di un documentario e ancora una volta viene coinvolto un grande autore in un progetto di questo tipo.
L’anno successivo F. Greco[7] e R. Leggio[8] girano il primo film di questo tipo made in Italy: “Road to L.-Il Mistero di Lovecraft”[9].

Stiamo entrando nel periodo più prolifico ovvero gli anni 2000.
Nel 2007 sono almeno quattro i titoli degni di nota.

Partiamo con “Redacted”[10] di Brian De Palma[11]: Il regista americano qui unisce diversi punti di vista ottenendo un collage che ben rappresenta il periodo della guerra in Iraq, confezionando uno dei migliori film guerra degli ultimi anni, durissimo e senza il timore di mostrare qualcosa che all’America non piacerà. Un vero e proprio capolavoro il cui merito è stato riconosciuto anche dal Leone d’Argento per la migliore regia a Venezia.

rec

“Rec”, di J. Balagueró e P. Plaza, 2007.

Nel frattempo in Spagna due registi, J. Balaguerò e P.Plaza, girano “[Rec]”, un altro mockumentary passato alla storia. In questa pellicola seguiamo una troupe intenta a riprendere la nottata di una squadra di pompieri, chiamati ad intervenire in un edificio che si rivela essere infetto. Costato circa 1,5 milioni di euro, ha incassato più di 30 milioni in giro per il mondo, generando 3 seguiti e un remake americano chiamato “Quarantena”[12]. L’ida di Balaguerò e Plaza è geniale e il risultato sono 80 claustrofobici minuti di puro terrore, consacrandosi a capolavoro dell’horror, non solo dei mockumentary.
Sempre nel 2007 viene girato “Paranormal Activity”[13] di Oren Peli (nonostante esploda solo nel 2009), un film importantissimo e probabilmente è la pellicola alla quale si possono attribuire maggiormente le colpe di tutta la spazzatura horror che è stata prodotta negli anni a venire. La formula è sempre la stessa: falso documentario, budget di appena 15000 dollari e un incasso superiore ai 190 milioni, uno dei maggiori successi di sempre se paragonati al costo.

paranormal activity

“Paranormal Activity”, di Oren Peli, 2007.

Nonostante ciò è un film alla quale possiamo attribuire diversi meriti come il fatto di saper utilizzare nel migliore dei modi il budget risicato, il riuscire a generare la tensione con porte che si aprono e altri espedienti di questo tipo (senza troppi effetti speciali) e il fatto di rendere il fotogramma un luogo di indagine da parte dello spettatore, dove le immagini mostrate dalle telecamere di sicurezza devono essere esplorate facendo attenzione a tutto ciò che è in campo.
Purtroppo il successo è stato tale da portare a cinque seguiti tra prequel e sequel e, come se non bastasse, si sono diffusi sempre maggiormente i found footage e i mockumetary su case infestate, possessioni e via dicendo. Probabilmente “Paranormal Activity” può essere considerato il punto di partenza da cui sono degenerate queste produzioni.
Mi sento poi di citare “Welcome to the jungle”[14] di J. Hensleigh[15], un film molto meno celebre dei tre di cui abbiamo appena parlato ma che assume importanza in quanto si tratta di un cannibal movie dei giorni nostri, e diventa impossibile non pensare al fondatore del genere “Cannibal Holocaust”.

Nel 2008 arrivano altre due pellicole fondamentali: “Cloverfield” di Matt Reeves e “Le cronache dei morti viventi”[16] di G.A. Romero[17].

“Cloverfield”, di Matt Reeves, 2008.

“Cloverfield” è un ottimo film di fantascienza che riesce abilmente a inserirsi in quel filone tipicamente americano che rielabora il trauma dell’11 settembre 2001. Questa volta il budget è più cospicuo, intorno ai 25 milioni di dollari e gli incassi hanno superato i 170 milioni, e il film vanta anche un degno produttore quale J.J. Abrams[18], che ha deciso di puntare molto sulla campagna pubblicitaria attuando delle strategie di viral marketing decisamente efficaci tra video di falsi notiziari, una sorta di videogioco online da cui si ricavavano delle informazioni e via dicendo. Il film ha avuto anche un sequel uscito nel 2016 (qui la nostra recensione).


“Le cronache dei morti viventi” è invece un capolavoro assoluto: Romero torna quindi ad approcciarsi al genere dopo molti anni di carriera, proseguendo la sua saga sui morti viventi. Non mi dilungo troppo perché anche per questo film arriverà una recensione.
Sempre del 2008 sono altri due pellicole degne di nota: “Lake Mungo”[19] di J. Anderson[20], mockumentary horror e secondo molti uno dei film più spaventosi di sempre, che gira attorno alla morte di Alice Palmer (chiaro il riferimento alla Laura Palmer Twin Peaks[21]), una ragazza morta annegata; “Quarantine” di J.E.Dowdle[22] è il remake di “Rec” e nonostante il film non sia particolarmente bello, è interessante il fatto che sia stato rifatto ad un solo anno di distanza dall’originale, un particolare i grado di farci capire bene quanto questo genere avesse presa alla fine del primo decennio dei 2000.

diary of the dead

“Diary Of The Dead”, di George A. Romero, 2008.

Nel 2009 esce “District 9”[23] di Neil Blomkamp[24], uno dei più gradi film di fantascienza degli ultimi anni. Blomkamp per la realizzazione della pellicola sfrutta solo in parte la tecnica del mockumentary, scegliendo anche riprese più tradizionali. Anche in questo caso la campagna virale è stata molto efficace per cui è stato creato un sito ufficiale, apparentemente gestito dalla Multi-National United, la stessa compagnia del film e molte altre cose, tra cui delle locandine veramente accattivanti.

Un altro caso interessante è “Apollo 18”[25] di G.L. Gallego[26], un found footage ambientato nello spazio e che racconta l’ultima missione lunare americana del 1974 tra alieni e altre sventure.
Nonostante queste rare distinzioni, in questi anni la situazione è degenerata sempre di più, tra sequel di “Paranormal Activity”, la saga di “Esp-fenomeni paranormali”[27] inaugurata nel 2011 dai Vicious Brothers[28] e

apollo 18

“Apollo 18”, di Gonzalo Lopez Gallego, 2011.

via dicendo, per cui le decine (se non centinaia) di film che seguiranno questa strada porteranno ai più recenti “The Gallows-l’esecuzione”[29], “SX_Tape”[30].
Sono pochi i mockumentary e i found footage che si sono distinti dopo il 2010.
Citiamo solo i casi di “Chronicle”[31] di Josh Trank[32] che ha unito il found footage ad un’altra tendenza molto forte, il cine comic e“Project X”[33] di Nima Nourizadeh[34] che similmente ha fuso found footage alla teen-comedy.

 

 

 

 

Continua…

 

 

Scritto da: Tomàs Avila.

 

Note:

[1] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0617130/?ref_=nv_sr_1 .

[2] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0844896/?ref_=tt_ov_dr .

[3] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm2305431/?ref_=nv_sr_1 .

[4] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0672015/?ref_=nv_sr_1 .

[5] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0001348/?ref_=tt_ov_st_sm .

[6] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0374639/?ref_=nm_flmg_dr_3 .

[7] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm1029798/?ref_=tt_ov_dr .

[8] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm1937164/?ref_=tt_ov_dr .

[9] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0461331/?ref_=fn_al_nm_1a .

[10] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0937237/?ref_=nv_sr_1 .

[11] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0000361/?ref_=tt_ov_dr .

[12] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1082868/?ref_=nv_sr_1 .

[13] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1179904/?ref_=fn_al_tt_1 .

[14] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1090360/?ref_=nm_flmg_dr_2 .

[15] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/name/nm0378144/?ref_=tt_ov_dr .

[16] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0848557/?ref_=fn_al_tt_1 .

[17] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0001681/?ref_=tt_ov_dr .

[18] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0009190/?ref_=fn_al_nm_1 .

[19] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0816556/?ref_=nv_sr_1 .

[20] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm1757667/?ref_=tt_ov_dr .

[21] Link IMDB della serie tv: http://www.imdb.com/title/tt0098936/?ref_=fn_al_tt_1 .

[22] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0235719/?ref_=fn_al_nm_2 .

[23] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1136608/?ref_=nv_sr_1 .

[24] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0088955/?ref_=tt_ov_dr .

[25] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1772240/?ref_=nv_sr_1 .

[26] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm1018426/?ref_=tt_ov_dr .

[27] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1703199/?ref_=fn_al_tt_5 .

[28] Link IMDB dei registi: http://www.imdb.com/name/nm4155547/?ref_=ttfc_fc_dr3 .

[29] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2309260/?ref_=nv_sr_1 .

[30] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2041331/?ref_=nv_sr_1 .

[31] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1706593/?ref_=nv_sr_2 .

[32] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm2503633/?ref_=tt_ov_dr .

[33] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1636826/?ref_=fn_al_tt_1 .

[34] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm1294036/?ref_=tt_ov_dr .