Analisi Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza)

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BIRDMAN ( l’imprevedibile virtù dell’ignoranza)

Trama Tematiche Metacinema Piano sequenza FinaleCuriosità 

REGIA: Alejandro Gonzalez Inarritu
DURATA: 120 minuti

 

TRAMA

 

Il regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu dirige in modo originale e brillante la storia di un uomo, Riggan Thompson (interpretato da Michael Keaton) che tenta disperatamente di dimostrare a se stesso e agli altri di essere un bravo attore, e non soltanto l’ombra di Birdman, il supereroe alato e mascherato da lui interpretato, che in passato lo ha reso celebre e ricco. Decide allora di lanciarsi in una folle impresa: scrivere l’adattamento del racconto di Raymond Carver Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, e dirigerlo e interpretarlo in uno storico teatro di Broadway. Nell’impresa vengono coinvolti la figlia ribelle Sam ( Emma Stone), appena uscita dal centro di disintossicazione, l’amante Laura, l’amico produttore Jake, Lesley ( Naomi Watts) un’attrice il cui sogno di bambina era calcare il palcoscenico a Broadway e Mike Shiner ( Edward Norton) un attore di grande talento ma di pessimo carattere.
Riggan intraprende un viaggio di legittimazione: mentre combatte contro la mediocrità, il suo io nascosto, l’uomo-uccello, fedele amico e persecutore, lo mette di fronte ai suoi molteplici limiti e alla sua megalomania.

La trama, diretta dal regista Inarritu, è difficile da classificare in un solo genere. Inarritu racconta l’uomo nella sua fragilità e contraddizione, i suoi sogni di gloria e le sue delusioni di vita; racconta la presunzione, ma anche la vulnerabilità, di ogni artista, o di chi crede di esserlo ma è costretto a confrontarsi con l’evidenza contraria. È una commedia dolce-amara, per alcuni tratti quasi nera, ma si presenta anche con elementi appartenenti al cinema fantastico e al cinema di fantascienza: lo stesso personaggio di Birdman è un supereroe, e gli abbondanti elementi surreali, che corrispondono ai viaggi mentali di Riggan Thompson, ricordano i film di altri supereroi come Batman o Spiderman.

 

 

TEMATICHE

Il tema principale di Birdman è l’ego, e la ricerca disperata e continua di ognuno di migliorare se stesso e di essere migliore degli altri: una disperata ricerca di amore e di accettazione. La ricerca di approvazione da parte delle persone che amiamo, e l’incapacità di vedere i problemi degli altri perché siamo disperatamente concentrati su noi stessi, vittime del nostro egocentrismo.
Riggan, che è troppo impegnato a dimostrare al mondo di essere un bravo attore, trascura i rapporti con la figlia Sam, che cade vittima della droga, con l’ex moglie e anche con la nuova amante. Edwbirdmanard Norton riesce a recitare solo se si sente davvero coinvolto dal suo ruolo, e per questo non si cura dei sentimenti di Lesley quando le propone di fare sesso sul palcoscenico durante lo spettacolo.
Il film è una critica all’ego di ognuno, quando questo impedisce di guardarsi intorno. Infatti, avere dei sogni e delle aspettative non è sbagliato secondo Inarritu: il personaggio di Lesley, che tenta di uscire allo scoperto e di fare carriera, è infatti dipinto come positivo dal film. Ma se l’ego diventa più importante di tutto il resto, si rischia di ferire chi ci sta più a cuore e di perdere il controllo sulla nostra vita.
Tutto questo viene spiegato da Sam, la figlia ex tossicodipendente, che disegna su un rotolo di carta igienica delle linee per rappresentare gli anni dalla nascita della terra ad oggi, poi spiega a Riggan che solo un pezzo di carta, tra tutto il rotolo intero, è quello che rappresenta gli anni dall’apparizione dell’uomo sulla terra: l’uomo è un insignificante pezzo di carta igienica eppure i suoi problemi sembrano sempre troppo grandi e insormontabili. Una grande lezione su quanto sia inutile il nostro grande ego e la nostra continua ricerca di attenzioni.

 

 

METACINEMA


Birdman è anche un capolavoro di metacinema: il film parla del mondo dello spettacolo in modo sarcastico e grottesco, prendendo in giro tutte le varie componenti, dagli attori eccentrici e indisciplinati all’ estrema rincorsa al successo. Birdman parla della difficoltà di creare uno spettacolo di successo, possibile solo facendo combaciare tutti i suoi pezzi: soldi, cast e trama. Il mondo dello spettacolo è crudele e spietato, e i sogni dei coraggiosi di sfondare e di fare successo possono andare in fumo da una semplice e superficiale critica su un giornale. È il pubblico che sancisce il successo di un regista e del suo cast, portando i protagonisti alla fama o condannandoli alla dimenticanza e all’oblio: viene mostrato il “dietro le quinte”, mondo di finzione che c’è dietro ogni spettacolo. Ogni attore, oltre il travestimento che indossa per rappresentare il suo ruolo, ha i suoi problemi e i suoi demoni da combattere.

Perché non ho nessun rispetto per me stessa?“, si chiede Lesley “Sei un’attrice, tesoro“, le risponde Laura.
In Birdman Inarritu ironizza sul mestiere dell’attore e inquadra le debolezze della fama, sia quella cinematografica, sia la nuova fama che più che mai riguarda i “like” e le visualizzazioni sui social network.
birdmanInfatti Inarritu non parla solo dell’universo cinematografico e di quello teatrale, ma anche delle nuove tecnologie: la vera fama oggi si raggiunge con internet. Sam, ancora una volta più informata e saggia del padre, gli rimprovera di non avere seguaci su internet “Non sei neanche su Facebook. È pazzesco! Non esisti!”. Un’altra critica viene rivolta dal regista a questo mondo sempre connesso, dove ormai non contano nemmeno più il talento o la fatica per raggiungere un risultato, ma chiunque può diventare famoso con qualsiasi gag, basta che faccia visualizzazioni. E senza, non si è niente. Non si esiste. I social network sono diventati i creatori di una nuova forma di ambizione, quella di diventare virali, e una nuova forma di delusione, confondere milioni di contatti con fama e rispetto. Ancora una volta a dare giudizio e popolarità sono gli spettatori, quelli dei social: paradossalmente Riggan viene notato nuovamente dal pubblico quando per puro caso viene filmato correre in mutande per le strade di New York.

PIANO SEQUENZA   

Una delle più importanti caratteristiche del film è che è apparentemente privo di montaggio. Innaritu è riuscito a girare un film con l’uso di un solo piano sequenza, lungo 120 minuti. Il montaggio, ovviamente, è presente nella storia, ma viene reso accuratamente impercettibile attraverso una pianificazione meticolosa. La ripresa conferisce un autentico dinamismo all’azione: come quando il regista passa da notte fonda a mattino inquadrando dei grattacieli e il riflesso del cielo su di essi. Il passaggio da un’ambientazione ad un’altra viene reso possibile dall’uso di inquadrature nere, che non interrompono il corso degli eventi. Ogni giorno è girato in un’unica scena, in continuità. Il ritmo della recitazione non viene mai interrotto grazie agli agili movimenti di macchina e ad un’incalzante rullo di batteria che accompagna tutte le azioni di Riggan.

FINALE 


Il finale di Birdman è aperto alla libera interpretazione, la spiegazione che darò è quindi puramente personale.
Riggan, arrivando al capolinea nella ricerca di autenticità di recitazione che ha sempre sostenuto l’eccentrico Mike, si spara sul palcoscenico. Riggan è un uomo ossessionato dalla ricerca di amore e attenzione, proprio come il personaggio che interpreta nella sceneggiatura che dirige a teatro di Di cosa parliamo quando parliamo d’amore; come il ruolo che lui interpreta nello spettacolo, si chiede e si domanda cosa sia l’amore ed esasperato dall’impossibilità di ottenerlo, così com’è incapace di ottenere ammirazione, cerca di uccidersi per davvero. Sfortunatamente il proiettile lo colpisce al volto, sul naso. Lamia idea è quindi che si sia trattato solo di una beffa del destino: Riggan intendeva davvero porre fine alla sua vita, ma ancora una volta il fato gli ha consegnato l’ennesimo insuccesso, incapace perfino di togliersi la vita.
Dopo l’incidente a teatro Riggan viene portato in ospedale dove viene coccolato dall’affetto dei suoi cari e dal rinnovato entusiasmo che la critica ha nei suoi confronti. Rimasto solo Riggan va in bagno dove si toglie le bende mettendo il mostra il suo nuovo naso. Con le bende sul volto Riggan ricorda in modo evidente la maschera di Birdman, che, come sempre, si trova di fianco a lui seduto sul water. Riggan è diventato Birdman, e al suo alter-ego interiore dedica le sue ultime parole “Addio e fanculo”.

L’enigma del finale si nasconde dentro sguardo di Sam quando torna nella stanza d’ospedale e impaurita, non trovando il padre, guarda fuori dalla finestra. In lontananza si sentono le sirene dell’ambulanza arrivare ma Sam, dopo aver scrutato in basso, guarda sopra di se, verso il cielo, illuminandosi e sorridendo.
Verosimilmente Keaton si è buttato dalla finestra, stanco di dover convivere col fardello di un alter ego che gli rammenta continuamente del suo passato artistico. Anche se ha ottenuto il successo che aveva sperato, rimarrà sempre ricordato per l’interpretazione dell’uomo-uccello.
A parer mio non esiste un finale logicamente interpretabile e accettabile da tutti: Riggan si è davvero suicidato e lo dimostra il suono delle sirene in lontananza. La figlia Sam guarda in alto e vede degli uccelli volare nel cielo, e capisce che il grande ego di suo padre gli ha fatto credere davvero di essere Birdman, e di poter volare ( come nei grandi viaggi mentali che Riggan si fa per tutto il film). Capisce quindi che il padre si è buttato credendo di essere in grado di prendere il volo, e così sorride.

birdman

 

 

CURIOSITA’

  • Ai premi oscar 2015 Birdman ha ottenuto nove nomination con quattro premi oscar vinti: Miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura originale e migliore fotografia. Le altre nomination erano Emma Stone ed Edward Norton come migliori attori non protagonisti e Michael Keaton come migliore attore protagonista, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.
  • Inarritu ha “costretto” i suoi attori Keaton e Norton a recitare senza pause o stacchi fino a 15 pagine di dialoghi.
  • La struttura del film per i suoi interminabili piani sequenza hanno rappresentato una sfida per gli attori. Per chiarire il concetto il regista ha regalato ad ognuno di loro una copia del documentario che racconta l’impresa del funambolo Philippe Petit che nel 1974 camminò in equilibrio su un cavo metallico teso tra le Torri Gemelle.

 

 

Recensione di: Veniavenia.