Analisi Arrival

In Analisi film, Cinema, Denis Villeneuve, Oscar 2017, Tomàs Avila by Tomas Avila

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Prima di cominciare avviso i lettori che sono presenti molti spoiler, necessari per analizzare al meglio il film preso in considerazione

 

 

Regia: Denis Villeneuve.
Soggetto: Ted Chiang.
Sceneggiatura: Eric Heisserer.
Musiche: Johann Johannsson.
Direttore della fotografia: Bradford Young.
Produttore: 21 Laps Entertainment, FilmNation Entertainment, Lava Bear Films, Xenolinguistics.
Anno: 2016.
Durata: 116’.
Paese: USA.
Interpreti e personaggi: Amy Adams (Louise Banks), Jeremy Renner (Ian Donnelly), Forest Whitaker (Colonnello Weber), Michael Stuhlbarg (Agente Halpern), Mark O’Brien (Capitano Marks), Tzi Ma (Generale Shang).

 

 Indice:
Introduzione
Tra fantascienza filosofica e Blockbuster
Rispetto al libro
L’ipotesi di Sapir-Whorf
Libero arbitrio
Metacinema
Contesto sociale
Comparto tecnico
Conclusioni

 

INTRODUZIONE 

Il 2017 è (e sarà) l’anno di Denis Villeneuve. Per chi non lo conoscesse, stiamo parlando di uno dei più grandi registi degli ultimi anni, passato dalle produzioni indipendenti e i film arthouse alle grandi produzioni hollywoodiane, senza mai perdere di vista la sua poetica. È uno dei pochi regista ad aver mantenuto il suo stile nonostante le grandi somme di denaro in ballo, anzi si può dire che i film più belli li abbia girati proprio nel suo periodo Hollywoodiano. Parliamo di pellicole quali Prisoners[1] e Sicario[2], tra i film più interessanti degli ultimi anni. A Villeneuve abbiamo già dedicato una monografia in cui abbiamo affrontato sia i suoi lungometraggi che i cortometraggi, qui il link.

Dicevamo che il 2017 sarà l’anno di Villeneuve, un anno fondamentale per la sua carriera e che ci riserverà ben due sue pellicole. La prima ovviamente è Arrival mentre la seconda è Blade Runner 2049[3], attesissimo sequel del Blade Runner[4] di Ridley Scott[5]. Insomma, un anno all’insegna della fantascienza per il regista canadese che fino ad ora Arrivalaveva lavorato soprattutto nell’ambito del thriller (se si considerano i suoi ultimi film in Canada e il periodo ad Hollywood).
In attesa di Blade Runner 2049, Arrival si presentava come un banco di prova, come un assaggio di ciò che potrebbe fare Villeneuve nell’ambito fantascientifico. Si è rivelato però qualcosa di molto più importante e non mi stupirebbe se il suo prossimo lavoro fosse meno convincente di questo, anche perché fare di meglio è veramente dura.
Lo diciamo subito: Arrival è uno dei migliori film di fantascienza post 2000, degno di affiancare pellicole quali Moon[6], District 9[7], Snowpearcer[8] e Wall-e[9]. Un film dagli innumerevoli livelli di lettura che andremo a scoprire.

Louise Banks, linguista di fama mondiale, è madre inconsolabile di una figlia morta prematuramente. Ma quello che crede la fine è invece un inizio. L’inizio di una storia straordinaria. Nel mondo galleggiano dodici navi aliene in attesa di contatto. Eccellenza in materia, Louise è reclutata dall’esercito degli Stati Uniti insieme al fisico teorico Ian Donnelly. La missione è quella di penetrare il monumentale monolite e ‘interrogare’ gli extraterrestri sulle loro intenzioni. Ma l’incarico si rivela molto presto complesso e Louise dovrà trovare un alfabeto comune per costruire un dialogo con l’altro. Il mondo fuori intanto impazzisce e le potenze mondiali dichiarano guerra all’indecifrabile alieno. (da Mymovies)

TRA FANTASCIENZA FILOSOFICA E BLOCKBUSTER 

Partiamo dalle dichiarazioni dello stesso Villeneuve riguardo alle sue influenze.
Le pellicole da lui citate come sue fonti d’ispirazione sono principalmente 2001 Odissea nello spazio[10], Solaris[11] e Incontri ravvicinati del terzo tipo[12]. Tre capisaldi della fantascienza, di tre tra i più importanti registi di sempre.
Con i primi due si può parlare di “fantascienza filosofica”, sono film estremamente complessi ai quali si sono dedicati innumerevoli studi e approfondimenti nel corso degli anni.
Il terzo è un film diverso dagli altri due, non perché non affronti temi importanti ma perché è una pellicola rivolta ad un pubblico più ampio, in sostanza un blockbusterArrival.
Il film di Villeneuve si colloca in mezzo a questi due filoni, con un budget non indifferente ma non ai livelli delle più grandi produzioni (si tratta di circa 47 milioni di dollari).
Il regista canadese non rinuncia alla sua poetica e al trattare temi importanti ma non rinuncia neanche alla spettacolarità. Certo, non ci troviamo davanti a un film con molta azione ma nemmeno ad un film privo di tensione.
Il risultato è un blockbuster “d’autore” e sarebbe veramente bello vederne di più perché è vero che le idee contano ma contano anche i fondi a disposizione, specialmente in un film di questo tipo. L’impatto visivo in una pellicola del genere è fondamentale ed è difficile mediare tra le due esigenze. Capita spesso quindi di trovarsi davanti a prodotti da milioni e milioni di dollari a cui manca un’anima e piccoli film in cui le buone idee non bastano a far dimenticare una realizzazione non all’altezza.
Villeneuve per la terza volta consecutiva riesce nella difficile mediazione.

RISPETTO AL LIBRO 

Arrival è tratto da Storia della tua vita[13], un racconto fantascientifico di Ted Chiang[14]. Non è la prima volta che Villeneuve adatta un romanzo/racconto per il cinema, basti pensare ad Enemy[15], trasposizione del romanzo L’uomo duplicato[16] di José Saramago[17]. In entrambi i casi si tratta di trasposizioni molto complicate.
Arrival si prende diverse libertà dal punto di vista narrativo, rispetto al racconto da cui è tratto.
Storia della tua vita è composto quasi esclusivamente dai dialoghi tra la protagonista e gli alieni e i flashback (in realtà flash forward) della protagonista con sua figlia.
Villeneuve fa suo il racconto, inserendolo in un contesto più ampio e semplificandolo.

Ted Chiang

Ted Chiang.

Per prima cosa viene aggiunto il contesto sociale, totalmente assente nel libro. Gli scontri tra militari e scienziati, la crisi internazionale dovuta alle diverse politiche nei confronti degli “invasori alieni” e via dicendo sono opera del regista o, per essere precisi, dello sceneggiatore Eric Heisserer[18].
Come per Enemy, vengono anche introdotti elementi simbolici che andremo poi ad approfondire: i nomi palindromi, lo schermo attraverso cui avviene la comunicazione tra alieni e umani.
L’idea di circolarità, già presente nel racconto di Chiang, viene qui resa ancora più evidente attraverso la rappresentazione visiva della scrittura aliena (fatta di simboli circolari appunto).
Questi sono gli elementi aggiunti al racconto. Per quanto riguarda la semplificazione: viene ridotta, anche se non eliminata, la componente più scientifica. Nel racconto si fa riferimento per esempio al principio del tempo minimo di Fermat (riguardo alla rifrazione della luce nell’acqua).
Viene invece mantenuta praticamente identica la struttura narrativa di base articolata su più piani temporali mescolati.
Gran parte delle modifiche vanno viste nella logica del blockbuster. Sarebbe stato impossibile trasporre il racconto così com’era perché sarebbe stato completamente privo della componente action (che tuttavia è ridotta al minimo anche nel film) rendendo la pellicola poco fruibile dal grande pubblico.
È questo il successo più grande di Villeneuve: senza snaturare l’opera di partenza riesce per prima cosa a farla sua e inoltre ad aggiungere gli elementi tipici del film di fantascienza rivolto al grande pubblico (la protagonista che salva il mondo all’ultimo minuto, il contrasto tra militari e scienziati, la crisi internazionale e via dicendo) evitando di cadere nel banale.

L’IPOTESI DI SAPIR-WHORF 

Si può dire che tutto in Arrival ruota attorno all’ipotesi di Sapir-Whorf, secondo cui (nella forma più estrema) il rapporto tra linguaggio e pensiero sarebbe così profondo che il primo determinerebbe il secondo. In sostanza imparando una nuova lingua cambierebbe anche il modo di pensare.
Nel film viene fatto riferimento in modo esplicito a questa teoria perché è ciò che meglio spiega il cambiamento della protagonista.
Il linguaggio scritto degli alieni è composto da simboli circolari che corrispondo a dei concetti e la differenza, spiegata meglio nel racconto di Chiang, rispetto alle nostre lingue è che non si tratta di una scrittura lineare.

Le parole non vengono scritte una in seguito all’altra ma l’intera “frase” compare istantaneamente. Insomma è come se gli alieni non facessero distinzione tra ciò che viene prima e ciò arrivalche viene dopo all’interno della frase. Nel film viene fatto questo esempio: è come se si scrivesse una frase con la mano sinistra e quella destra contemporaneamente, partendo dai due estremi, bisognerebbe conoscere già prima di iniziare a scrivere lo spazio che verrà occupato, il modo in cui la frase sarà strutturata e via dicendo.
Più la protagonista impara la lingua aliena, più inizia a pensare come loro e ad avere delle visioni che si riveleranno essere in seguito anticipazioni del suo futuro.

Louise riuscirà ad “immergersi” a tal punto nel linguaggio alieno da modificare radicalmente il suo modo di pensare, non distinguendo più tra passato e futuro. Questo aspetto è approfondito con molta più attenzione nel libro.
Louise non solo riesce a vedere nel futuro ma per lei il concetto di memoria assume un nuovo significato: i ricordi non sono solo rivolti all’indietro, verso il passato, bensì guardano anche verso il futuro. Passato e futuro, prima e dopo, tutto si fonde in un unico (nuovo) concetto di memoria.
Cambia anche il concetto di tempo che, non essendoci più un prima e un dopo, non può più essere considerato in termini di linearità e causalità. Ecco perché ricorre il cerchio, simbolo di un nuovo modo di pensare, svincolato da relazioni di causa-effetto.
La cosa interessante, e in questo Villeneuve riprende la struttura narrativa del racconto di Chiang, è che la stessa narrazione viene costruita in modo circolare. L’inizio e la arrivalfine coincidono alla perfezione. Lo spettatore viene ingannato dalla scena iniziale che sembra un flashback quando in realtà, più avanti, si scoprirà essere un flashforward, allo stesso modo delle visioni che ogni tanto ha la protagonista.
Sembra quasi che la storia venga raccontata dal punto di vista di qualcuno che pensa come gli Eptapodi.
Il simbolo del cerchio si ricollega anche ai nomi palindromi (Hannah), nomi che non cambiano se letti in un verso o nell’altro.

Tutto funziona bene ma, a voler essere pignoli, qualcosa non torna completamente. Soprattutto il fatto che Louise, nel lasso di tempo della storia che si distende per circa 20 anni, non sembri mai invecchiare. È una cosa che non si nota subito. Nel racconto il problema non si poneva perché, non avendo bisogno di immagini come in un film, l’aspetto della protagonista non veniva mai mostrato.
Sembra poi che, in certe soluzioni narrative del film, si faccia confusione tra classici loop temporali e il concetto di vedere nel futuro e nel passato indistintamente. In particolare la scena in cui la protagonista salva il mondo parlando a telefono con il generale cinese (che come atmosfera ricorda molto Inception[19]).
Louise nel futuro incontra il generale ad una festa e questo le parla di come lei ha salvato il mondo chiamandolo; lei si mostra sorpresa dalla cosa, come se non lo sapesse. Questo sembra avvicinare di più la struttura narrativa a un loop alla Intestellar[20], quando in realtà il concetto che stava alla base del racconto di Chiang era diverso. Nel racconto in realtà si parla di come chi vede nel futuro è come se recitasse un copione, nonostante sappia alla perfezione cosa accadrà, in modo da non far sapere a nessuno del suo “dono”.
In quest’ottica la scena in questione avrebbe senso, però resta il fatto che senza leggere il libro non si può capire.

Tuttavia si tratta di piccole cose che, se si considera il complesso, non hanno molto peso.

LIBERO ARBITRIO 

Questo è sicuramente uno dei temi più interessanti affrontati dal film e ancora maggiormente dal racconto. La protagonista e gli alieni riescono a vedere il futuro ma nonostante ciò non fanno niente per cambiare il corso degli eventi. Louise sa che se metterà al mondo Hannah, questa morirà giovane, ma deciderà lo stesso di farlo. E sarà proprio questo il motivo che porterà alla separazione con il marito.arrival
Allo stesso modo, uno dei due alieni si sacrifica per salvare Louise e Ian dall’esplosione della bomba. Sapeva benissimo cosa stava per accadere ma non ha fatto nulla per salvarsi.
Come si può quindi parlare di libertà o di libero arbitrio?
Nel racconto viene approfondito di più l’argomento: il cambiamento del modo di pensare che porta a non ragionare più seguendo la logica di causa-effetto, porta a non rendere più valido in concetto di libero arbitrio nel nuovo sistema di pensiero. Si tratta di un concetto non compatibile, estraneo a quel mondo.
E così Louise dice che le azioni che compie, le compie in modo naturale, nonostante sappia già cosa farà e quali saranno le conseguenze. Come se una forza incontrollabile la portasse a seguire ciò che le dicono i “ricordi” del futuro; i concetti di costrizione e libertà perdono di significato.

METACINEMA 

Una cosa che il film aggiunge al racconto è l’elemento metacinematografico. La metafora messa in gioco è chiara fin da subito: i nostri protagonisti, una volta raggiunta la nave aliena, si trovano in una stanza buia in cui in fondo è posta una specie di grande schermo rettangolare, simile a quello cinematografico. Tramite questa vetrata comunicheranno con gli alieni. Gli umani sono nella stessa arrivalcondizione dello spettatore: in una stanza buia, davanti ad uno schermo che divide il loro mondo da quello degli alieni.
Proseguendo nella metafora è immediato pensare agli alieni come al regista o, ancora meglio, come allo stesso film che si sta guardando.
Arrival è una grande metafora del ruolo dello spettatore, del ruolo del film e della relazione che intercorre tra i due; una relazione che tende ad avvicinarli, superando le barriere linguistiche e comunicative. Tutto infatti gira intorno a un dono, un messaggio che gli alieni (il film) dovrebbero dare all’uomo (lo spettatore).
L’elemento metacinematografico è ciò che da una marcia in più al film, rendendolo la pellicola importante anche dal punto di vista teorico, che Villeneuve (o Eric Heisserer) mostra di conoscere molto bene.
Alla metacinematografia si ricollega anche la struttura narrativa circolare, descritta in precedenza, che sembra giocare con lo spettatore, tentando di farlo entrare nello stato mentale della protagonista.

CONTESTO SOCIALE 

Come detto in precedenza il film, rispetto al racconto, aggiunge il contesto sociale.
Dopo l’arrivo degli alieni la popolazione mondiale va in panico, dandosi ai furti, ai saccheggi e infine alle rivolte contro ai governi, ritenuti incapaci di gestire la situazione. Come possono gli esseri umani comunicare con una razza aliena se non riescono nemmeno a comunicare tra di loro?arrival
Questo è ciò che ci chiede Villeneuve. Le nazioni non riescono a collaborare, tenendo le informazioni segrete e avvicinandosi sempre di più verso una crisi internazionale.

Gli alieni rappresentano la paura per il diverso, per lo straniero, tema che il regista canadese aveva già avuto modo di affrontare in parte con Sicario. Villeneuve è attento a interpretare la situazione in cui ci troviamo e in cui si trova in particolare l’America. Sicario era incentrato sul problema dei cartelli messicani, arrivando anche a parlare dell’immigrazione messicana negli USA. Arrival è meno diretto ma il messaggio arriva comunque forte e chiaro.
Alla fine il vero dono che gli alieni sembrano fare all’umanità non è tanto il nuovo modo di percepire il tempo, quanto il fatto di aver riunito le nazioni e le popolazioni mondiali.

COMPARTO TECNICO 

La regia di Villeneuve, come al solito, è particolare perché è molto lenta ma quasi mai statica. Raramente capita di vedere delle inquadrature fisse. Le riprese sono quasi sempre in movimento ma è un movimento estremamente lento, tanto da non rendersene quasi conto.
L’attenzione con cui vengono costruite le inquadrature salta subito all’occhio e certe scene sono veramente memorabili. Per esempio la prima volta che Louise vede la nave aliena dall’elicottero. La scena è ripresa con un piano sequenza dal punto di vista soggettivo dell’elicottero su cui si trova la protagonista.

Arrival
Un altro esempio è il primo incontro con gli alieni, strutturato sempre all’insegna della lentezza; Villeneuve riesce ad usare il ritmo lento per far salire la tensione e per far immergere completamente lo spettatore nell’atmosfera del film. Anche la scelta dei colori è importante: le tute arancioni che contrastano il nero dell’astronave aliena.
Le fantastiche riprese aeree poi ricordano molto quelle di Sicario.
La fredda fotografia di Bradford Young a volte ricorda, complice anche la colonna sonora, gli ultimi film di Malick alla The tree of life (ad esempio la scena con cui si apre il film).
Anche il cast fa la sua parte, in particolare Amy Adams che tra Arrival e Animali Notturni ha dimostrato di essere una grande attrice.

CONCLUSIONI 

Arrival è un film magnifico e estremamente importante. Segna un ritorno, insieme a Moon, a un tipo di fantascienza filosofica in stile 2001 Odissea nello spazio e Solaris. Riesce inoltre ad affrontare un tema usato e abusato con un approccio innovativo e, per quanto ne sappia, senza precedenti.
In un certo senso il film di Villeneuve può essere visto come il fratello meglio riuscito di Interstellar, film di Christopher Nolan (a cui è caro il tema della manipolazione temporale, nelle sue varie declinazioni). Anche Interstellar, che sia piaciuto o meno, resta uno dei film di fantascienza più importanti degli ultimi anni (come del resto lo sono anche gli altri del regista) ma Arrival riesce ad affrontare i temi del tempo e anche del rapporto genitore-figlio in modo più maturo e profondo, rinunciando in parte alla componente più spettacolare, senza però che manchino scene dal fortissimo impatto visivo.
Villeneuve dimostra di saperci fare anche con la fantascienza e il sospetto ormai è che riuscirebbe a fare un buon lavoro con qualsiasi tipo di film.
Non vediamo l’ora quindi dell’uscita di Blade Runner 2049, sperando che riesca a mantenersi su questi livelli.
Un discorso a parte andrebbe fatto per il genere fantascientifico in toto che nell’ultimo decennio sembra essere sempre più in crescita tra i picchi di cui abbiamo già parlato (District 9, Moon, Snowpiercer, Wall-E e anche ovviamente Arrival) e gli episodi meno sorprendenti ma comunque di ottimo livello, come Prometheus[21], Interstellar, Predestination[22], The Martian[23] e via dicendo.
Per non parlare poi delle prossime uscite, in particolare del sequel di Blade Runner e dei sequel di Alien[24].
Si prospetta un bel periodo per la fantascienza.

Arrival

 

 

 

Scritto da: Tomàs Avila.

 

 

 

Note:

 

[1] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1392214/?ref_=nv_sr_1 .

[2] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt3397884/?ref_=nv_sr_1 .

[3] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1856101/?ref_=nv_sr_1 .

[4] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0083658/?ref_=nv_sr_2 .

[5] Link IMDB del regista: http://www.imdb.com/name/nm0000631/?ref_=tt_ov_dr .

[6] Link IMBD del film: http://www.imdb.com/title/tt1182345/?ref_=nv_sr_2 .

[7] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1136608/?ref_=nv_sr_1 .

[8] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1706620/?ref_=nv_sr_1 .

[9] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0910970/?ref_=nv_sr_1 .

[10] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0062622/?ref_=nv_sr_1 .

[11] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0069293/?ref_=nv_sr_1 .

[12] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0075860/?ref_=nv_sr_1 .

[13] Link Wikipedia del libro: https://it.wikipedia.org/wiki/Storie_della_tua_vita#Storia_della_tua_vita .

[14] Link Wikipedia dello scrittore: https://it.wikipedia.org/wiki/Ted_Chiang .

[15] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2316411/?ref_=nv_sr_1 .

[16] Link Wikipedia del romanzo: https://it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_duplicato .

[17] Link Wikipedia dello scrittore: https://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Saramago .

[18] Link IMDB dello sceneggiatore: http://www.imdb.com/name/nm2104063/?ref_=nv_sr_1 .

[19] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1375666/?ref_=nv_sr_1 .

[20] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt0816692/?ref_=nv_sr_1 .

[21] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt1446714/?ref_=nv_sr_1 .

[22] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2397535/?ref_=nv_sr_1 .

[23] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt3659388/?ref_=nv_sr_1 .

[24] Link IMDB del film: http://www.imdb.com/title/tt2316204/?ref_=nv_sr_1 .